Lavoro

Donne al lavoro: quante sono, quanto guadagnano 

Da 40 anni l’occupazione femminile aumenta. Ma resta il divario nelle retribuzioni rispetto agli uomini

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Andrea Telara

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Sono 9,7 milioni in tutto e crescono di mese in mese, pressoché senza interruzioni. Sono le donne italiane che hanno un lavoro, il cui numero ha raggiunto quest'anno il record storico. Persino nel 2007, anno precedente la crisi economica, le donne occupate in tutta la Penisola erano meno di oggi, cioè circa  9,3 milioni

Se si ripercorre a ritroso le serie storiche delle statistiche Istat, si scopre che nel 1977 le italiane che avevano un'occupazione erano poco più di 6 milioni e sono rimaste al di sotto dei 7 milioni fino al 1985. Soltanto nel 2000, agli albori dell'era di internet,  il numero di donne lavoratrici ha varcato la soglia degli 8 milioni, per salire sopra i 9 milioni circa un decennio fa, nel biennio 2007-2008

Lontani dall'Europa

L'aumento dell'occupazione femminile, insomma, nel nostro paese è un fenomeno di lungo termine che, nonostante qualche breve interruzione nelle fasi più acute della crisi, durerà probabilmente ancora a lungo. Certo, c'è ancora molta strada da fare prima che l'Italia si avvicini alla media europea.  Mentre infatti a Sud delle Alpi la quota di occupate tra il 15 e i 65 anni è pari al 49,3% della popolazione, nel resto dell'Ue si attesta al 61,6%, con punte del 74% in Svezia e del 71% in Germania e Norvegia. 

Per quel che riguarda i salari, invece, secondo Eurostat le donne italiane guadagnano mediamente circa il 5,5% rispetto ai loro colleghi maschi. Sorprendentemente, in altri paesi dove la condizione lavorativa femminile è giudicata migliore,  il divario retributivo è più alto che da noi. In Germania, per esempio, il gap è pari al 22% mentre in tutta l'Unione Europea la media è del 16%

Il gap in azienda

I dati sopra riportati si riferiscono però all'intera popolazione lavorativa. Due economisti del sito web Lavoce.info, Alessandra Casarico e Salvatore Lattanzio, hanno fatto un'analisi soltanto sugli stipendi del settore privato, in base ai dati Inps. Secondo i due studiosi, nelle aziende c'è un divario salariale tra maschi e femmine del 14,5% (dati aggiornati al 2015), una percentuale in calo rispetto al 15% del 2010. 

Purtroppo, però, la differenza nelle retribuzioni tra uomini e donne cresce man mano che aumentano gli anni di anzianità di servizio. All'inizio della carriera è pari ad appena il 4% mentre sale al 27% dopo 20 anni di anzianità lavorativa. Ciò significa che le donne hanno maggiori difficoltà ad avanzare nella scala gerarchica aziendale e a ottenere aumenti di stipendio, essendo penalizzate probabilmente da alcuni fattori come la maternità. La strada per la piena  parità tra i sessi, insomma, nel mondo del lavoro non è ancora completata. 

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