ANSA/ LUCA ZENNARO
Economia

Dipendenti pubblici, chi avrà gli aumenti di stipendio

Il ministro Madia vuole privilegiare gli statali con redditi bassi. Ma i soldi in più in busta paga saranno pochi anche per loro

Chi avrà l’aumento di stipendio? Sono in tanti a chiederselo, tra di dipendenti statali, dopo le ultime notizie trapelate sui giornali e le successive smentite del ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. Nei giorni scorsi, infatti, sembrava che Madia fosse intenzionata a restringere di un bel po’ la platea degli impiegati pubblici che, dopo ben 5 anni di blocco dei salari, riceveranno finalmente i prossimi aumenti in busta paga. Visto che i soldi a disposizione sono pochi, appena 300 milioni di euro in tutto, era circolata infatti un’indiscrezione secondo cui il governo starebbe pensando di circoscrivere gli incrementi retributivi soltanto a quella parte di lavoratori statali che guadagnano meno di 26mila euro lordi all’anno, che corrispondono a poco più di 1.500-1600 euro netti al mese.


Dipendenti pubblici, gli aumenti in arrivo


In questo modo, a ricevere gli aumenti sarebbero circa 800mila-1 milione di dipendenti pubblici su un complesso di 3,2 milioni, vale a dire circa un terzo o un quarto del totale. Suddividendo i 300 milioni stanziati dall’esecutivo per un numero più ristretto di lavoratori, infatti, si avrebbe un aumento medio di circa 25-30 euro lordi al mese in busta paga. Allargando la platea dei beneficiari a tutti i dipendenti pubblici, invece, gli incrementi salariali medi sarebbero invece nell’ordine di appena una decina di euro al mese, cioè una miseria. Poco fa, tuttavia, è arrivata via twitter la smentita di Madia: “Mai detto che gli aumenti ci saranno solo per chi guadagna meno di 26mila euro”, ha scritto Madia, che sostiene di aver dichiarato piuttosto un’altra cosa, cioè che i dipendenti pubblici più ricchi, quelli con 200mila euro di reddito annuo, possono aspettare prima di avere i tanto attesi incrementi sulla busta paga.


Articolo 18, chi lo ha ancora e chi non lo ha più


In sostanza, dunque, Madia ha soltanto invitato l’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazione, che è l’organismo che dovrà contrattare coi sindacati gli aumenti di stipendio) a privilegiare i dipendenti pubblici che guadagnano meno, senza però indicare una soglia precisa. I sindacati condividono in linea di massima questo principio anche se, com’è ovvio, l’intenzione del ministro non cambia la sostanza delle cose. Con appena 300 milioni di euro di fondi a disposizione, gli aumenti di salario saranno assai contenuti un po’ per tutti, sia per gli statali che guadagnano di più, sia per quelli che guadagnano di meno.


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