Borse: i 10 peggiori crolli negli ultimi 30 anni
Borse: i 10 peggiori crolli negli ultimi 30 anni
Economia

Borse: i 10 peggiori crolli negli ultimi 30 anni

La svalutazione del rublo, la bolla dotcom, il crac Lehman, il debito europeo e ora la Cina: ecco come i mercati sono entrati in crisi

Il peggiore, quello dell'ottobre 1929: 86 anni fa il crollo della Borsa in America innescò la Grande Depressione. Poi il crac Lehman nel settembre del 2008, che ha sprofondato il mondo in recessione. Non è un caso isolato negli ultimi tre decenni: quello scaturito dallo scoppio della bolla dei subprime è però il solo, dal dopoguerra a oggi (forse), ad aver avuto pesanti conseguenze sull'economia globale. Negli altri casi i danni si sono "limitati" ai soli investitori e a pochi paesi.

Negli ultimi 30 anni, infatti, è aumentata la frequenza delle crisi borsistiche, quelle giornate "nere" in cui i mercati mandano in fumo miliardi di dollari in poche sedute. Come quella di lunedì 24 agosto 2015, quando allo scivolone della Borsa di Shanghai (-8,5%) è seguita una valanga di vendite in tutte le principali piazze finanziarie del mondo.

Dal 1987 a oggi si contano almeno 10 crash dei listini azionari. Eccoli.

Borse cinesi, cosa aspettarsi per i risparmi e gli investimenti

24 agosto 2015

La bolla cinese scoppia a inizio estate: dal picco toccato il 12 giugno, in un mese la Borsa di Shanghai subisce una flessione del 30%. Il 24 agosto, sulla scia delle ultime mosse della banca centrale cinese che aumentano la sfiducia tra gli investitori sulla crescita del paese, un altro tonfo. Shanghai crolla dell'8,5% e stavolta travolge tutte le borse mondiali: Hong Kong -4,63%, Tokyo -4,61%. Il Dj Stoxx Europe 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati in Europa, precipita del 5,3%. Il "cugino" americano, lo S&P 500, lascia sul campo il 3,9%. Milano perde il 5,9%: un tonfo così non si vedeva dal 2011, quando si temeva un finale in stile Grecia anche per il nostro Paese. 

1 novembre 2011

I timori sulla situazione del debito europeo e su un possibile contagio dalla Grecia all’Italia e alla Spagna affonda le borse europee, che scontano una preoccupante serie di problemi irrisolti sul sistema bancario. L’indice Stoxx 600 cede il 3,26%, i titoli bancari perdono oltre il 9%: 219 miliardi di euro vanno in fumo in una sola seduta. Piazza Affari segna un rosso del 6,8%, Parigi -5,38%, Francoforte -5,03%, Londra -2,21%. Lo spread tra Btp decennali e Bund nei giorni successivi volerà oltre i 570 punti, spingendo il primo ministro Berlusconi alle dimissioni.

8 agosto 2011

Il declassamento del debito degli USA, che perdono la tripla A, da parte di Standard & Poor’s innervosisce i mercati preoccupati dal propagarsi della crisi del debito sovrano oltre i confini europei. L’8 agosto le parole del presidente Obama non convincono gli investitori: Wall Street va in rosso per il 5,5%, il peggior calo dalla crisi del 2008. Il crollo affonda le borse europee, con cali compresi tra il 2 e il 5%. L’indice europeo Stoxx 600 cede più del 4%.

6 ottobre 2008

La scarsa risposta dei governi centrali alla crisi finanziaria scaturita dallo scoppio della bolla dei subprime e il timore che la crisi finanziaria possa intaccare il tessuto industriale scatenano il panico nelle principali piazze finanziarie, soprattutto in Europa. Il 6 ottobre 2008 l'indice Dow Jones chiude a -3,05%,mentre  in Europa Parigi cede il 9%, Piazza Affari l’8,2%, Londra il 7,85% e Francoforte il 7%.

15 settembre 2008

La crisi dei mutui subprime scoppiata nel 2007 travolge Lehman Brothers che ha un debito di 613 miliardi di dollari. La banca d'affari non trova un acquirente in grado di farsi carico dei 60 miliardi di dollari di asset sull’immobiliare a elevato rischio. Il 15 settembre 2008 dichiara il fallimento e sui mercati mondiali si abbatte un uragano di vendite che manda in fumo 900 miliardi di euro. Wall Street chiude con un ribasso del 4,31%. 


11 settembre 2001

L'11 settembre 2001 due aerei di linea sequestrati da terroristi di Al Qaida si schiantano nelle Torri gemelle del World Trade Center di New York che crollano a seguito dell'attentato. La Borsa di Wall Street, che si trova a due passi dalle due torri, non apre. Le piazze finanziarie europee vanno a picco: Milano cede il 7,4%, Londra il 5,4%, Parigi il 7,4%, Francoforte il 10%. Crollano anche le Borse brasiliana e messicana. La Borsa americana riapre il 17 settembre. Quattro giorni dopo, un nuovo giovedì "nero": il Dow Jones chiude a -4,37%. I principali listini del Vecchio Continente cedono oltre il 4%.

10 marzo 2000

Il 10 marzo del 2000 scoppia la bolla internet (dot-com bubble) che ha nutrito speranze e portafogli degli investitori, soprattutto americani, dal 1997. Dal picco di 5.048 punti il Nasdaq in tre anni precipita a 1.114, una perdita di circa il 78%. E da quasi 11.500 punti il Dow Jones scende a 7.740 (-32%). Secondo l'Università del Michigan, la bolla ha distrutto 7.700 miliardi di dollari di capitalizzazione.

28 ottobre 1997

Dopo dieci anni dalla massima caduta di tutti tempi, lunedì 28 ottobre 1997 l’indice Dow Jones scivola del 7,2% in una sola giornata. Il crollo costa agli investitori oltre 550 miliardi di dollari. Cedono anche i mercati sudamericani con perdite superiori al 10%. A spingere l'ondata di vendite sui mercati, i timori legati alla recente crisi finanziaria asiatica scoppiata nell’estate del 1997 a seguito di una serie di speculazioni che hanno provocato una forte svalutazione di alcune divise locali (Thailandia, Indonesia e Corea del Sud).

27 agosto 1998

A seguito del caos economico e politico in Russia, il 27 agosto 1998 il rublo perde in un solo giorno il 40%, mentre la Borsa di Mosca cede oltre il 13% trascinando in basso tutti i mercati europei. Il giorno seguente la crisi russa travolge Wall Street che chiude con una flessione del 4,19%. In Europa, Parigi e Milano perdono oltre 4 punti percentuali, Zurigo il 5%.

19 ottobre 1987

La massima caduta di tutti i tempi a Wall Street è quella di lunedì 19 ottobre 1987: un volo in picchiata di ben 508 punti (-22%). A differenza del grande crollo del 1929, tuttavia, che fu più graduale, quello del 1987 dura una sola giornata. Per riassorbirlo, però, bastano pochi mesi e solo due anni per toccare un nuovo record storico. La valanga delle vendite di allora è stata individuata da alcuni esperti nei nuovi sistemi informatici che eseguivano direttamente gli ordini e che avrebbero ingigantito le pressioni di vendita.

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