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Garlasco, inizia il conto alla rovescia: la perizia sui pc e la difesa di Sempio

Garlasco, inizia il conto alla rovescia: la perizia sui pc e la difesa di Sempio

Le indagini sul caso Garlasco «scadono» ad agosto. Perizia sui pc e dichiarazioni di Sempio: a che punto siamo

Tic tac. Il tempo stringe. E ad agosto scade il termine. Le indagini preliminari sul delitto di Garlasco, riaperte un anno fa con l’emergere (o meglio, il riemergere) del nome di Andrea Sempio, hanno una scadenza programmata. Una vita di massimo 18 mesi. E il conto alla rovescia è già cominciato. Prima ancora di quella data, però, potrebbe arrivare un elemento decisivo: la perizia informatica sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Il suo deposito potrebbe chiudere il cerchio, in un senso o nell’altro.

Alla ricerca della verità informatica

La sera del 12 agosto 2007, la vigilia dell’omicidio, Chiara Poggi rimase sola in casa per circa dieci minuti. Con sé aveva il computer del fidanzato, Alberto Stasi. Secondo una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella sera Chiara avrebbe trovato qualcosa, forse delle immagini compromettenti, scatenando una lite proseguita poi la mattina seguente e sfociata nell’omicidio. Se questo venisse confermato, rappresenterebbe probabilmente la chiave del movente e della condanna di Stasi. La difesa di quest’ultimo sostiene tuttavia che in quei dieci minuti Chiara non avesse mai aperto la cartella in questione. Quella che sembrerebbe un’attività umana di accesso al computer sarebbe invece, secondo i suoi legali, «una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP». La perizia richiesta dalla Procura di Pavia mira proprio a sciogliere questo nodo. Una volta depositata, le indagini su Sempio potranno concludersi con un’archiviazione o con un rinvio a giudizio.

La versione di Sempio

Nel frattempo, Andrea Sempio continua a presentarsi in televisione. Ospite di Quarto Grado, ha ricostruito la mattina del 13 agosto 2007. «Mi sono svegliato, sono andato a Vigevano per andare in una libreria, l’ho trovata chiusa, ho fatto un rapido giro della piazza e sono tornato a Garlasco, da mia nonna», ha raccontato. Lì si è fermato per circa mezz’ora. Poi, una chiamata della madre lo ha richiamato a casa per pranzo.

Ha risposto anche riguardo alle telefonate e agli squilli diretti alla villetta di via Pascoli, considerati dagli inquirenti un elemento anomalo. «Ai tempi non c’erano WhatsApp o altre applicazioni», ha spiegato. E ha aggiunto: «Nessuno ha mai pensato a com’erano i giorni precedenti. In realtà, non so quanto quella mattinata possa essere considerata anomala rispetto al resto». Tanto il quadro investigativo quanto quello giudiziario restano aperti. Sarà la perizia informatica a mettere un punto fermo al delitto di Garlasco. Per ora, solo punti di domanda e puntini di sospensione.

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