Serve una benedizione speciale o almeno una tregua. Qualcosa che aiuti l’Italia di Gattuso a non giocarsi la vita (sportiva) tra due settimane senza potersi presentare al meglio delle proprie possibilità. Serve ma difficilmente arriverà. Anzi, il ct deve sperare che i giorni che lo dividono dall’apertura del ritiro di Coverciano e poi dal fischio d’inizio della sfida con l’Irlanda del Nord (giovedì 26 marzo a Bergamo) la smettano di portare cattive notizie.
Il forfait di Verratti, che era stato ripescato dopo tre anni d’assenza dalla maglia azzurra e si era detto disponibile, è un problema per l’Italia. La condizione scadente di forma di alcuni dei titolari, pure. Ricorda per alcuni versi la marcia di avvicinamento alla trasferta dello scorso giugno ad Oslo in casa della Norvegia, quella della sconfitta che ha condizionato negativamente tutto il cammino di qualificazione della nazionale spingendola nel limbo degli spareggi.
Barella, Bastoni e gli altri big che stanno rifiatando
L’allarme suona perché dopo mesi attraversati a tutta velocità, ad esempio, i pilastri dell’Inter che hanno un ruolo fondamentale anche in azzurro stanno tirando il fiato: Barella, soprattutto, ma anche Bastoni. Stanchi per aver corso tanto e coinvolti in un duello scudetto che sembrava essersi chiuso in anticipo liberando testa e gambe per il doppio (si spera) confronto che vale il pass mondiale.
Non sono solo loro a viaggiare verso Coverciano con un punto di domanda. Raspadori, ad esempio, è alle prese con un infortunio muscolare che lo tiene fermo dalla fine di febbraio. Retegui segna con continuità ma i suoi numeri vanno pesati nella realtà del campionato saudita mentre le difficoltà di Kean sono certificate dalla situazione della Fiorentina. Altri? Frattesi è più fuori che dentro, protagonista di una stagione negativa con l’Inter che lo rende non affidabile per la nazionale alla quale in passato aveva dato il meglio di sè.
Gatti ha ritrovato un po’ di campo con Spalletti ma fondamentalmente è una riserva della Juventus e non altro. I napoletani Buongiorno, Spinazzola e Politano stanno faticando con Conte e non sono nella loro migliore stagione. Vicario è stato messo in discussione al Tottenham, ma almeno in porta abbiamo la certezza Donnarumma, e Locatelli è stato rilanciato dalla Vecchia Signora anche se non è il regista che servirebbe per far uscire il pallone con ordine dalla fase difensiva. Cambiaso è iscritto alla lista di chi sta vivendo settimane sotto tono.
La maledizione che in segue la nazionale italiana
La sintesi è che Gattuso deve incrociare le dita. Contro l’Irlanda del Nord e, speriamo, nel match della vita in casa di Galles o Bosnia avrà una nazionale che dovrà andare oltre i propri limiti attuali. Una maledizione che insegue il calcio italiano e che rende ansiogeno l’avvicinamento allo spareggio mondiale dove non ci saranno reti di protezione. Il ct ha trascorso l’inverno girando l’Italia e l’Europa per parlare con i suoi uomini, non ha avuto stage o possibilità di allenarli e li erediterà a Coverciano segnati dalle battaglie con i rispettivi club. Fisiche e di polemiche, che non sono mancate e hanno coinvolto anche un titolarissimo come Bastoni.
Non ci sarà tempo per piangersi addosso, ma nemmeno l’occasione di illudersi che tutto dovrà andare per forza bene. In palio c’è il pass al Mondiale dove chi vince avrà in dote un girone non impossibile con Canada, Svizzera e Qatar. Sarebbe una sorta di risarcimento per gli squilibri di una fase di accesso che fa acqua da tutte le parti, ma la verità è che arrivarci è necessaria una mezza impresa.
