Aziende

Nasce il terzo polo logistico delle industrie farmaceutiche

Frutto di un accordo tra la Regione Toscana e 4 aziende del settore la nuova piattaforma consentirà risparmi per 60 milioni

medicinali farmacia

Nadia Francalacci

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Toscana contro Lombardia e Lazio. Al centro della sfida una piattaforma logistico-digitale in grado sia di “rivoluzionare” la distribuzione dei prodotti delle industrie farmaceutiche toscane che di mettere fine ad un valzer di medicinali che costa, ogni anno, circa 60 milioni di euro.

A siglare la nascita del terzo “polo” farmaceutico italiano, la Regione Toscana, il Ministero dello sviluppo economico e 4 aziende del settore: la Eli Lilly, la GSK Vaccines, la Kedrion e la Molteni farmaceutici.

La Toscana, infatti, terza realtà farmaceutica italiana dopo quella lombarda e laziale con 300 imprese e 19 grandi stabilimenti il cui valore della produzione raggiunge i 6 miliardi di euro l’anno (il 12% del fatturato nazionale), potrà contare a partire dal 2020, su un proprio “hub”, capace di gestire sia lo stoccaggio che la distribuzione, in Italia e all’estero, dei medicinali prodotti sul territorio.

L’area interessata dalla piattaforma sarà quella strategica dell’interporto, ovvero la fascia di territorio toscano, compresa tra l’area portuale labronica e quella aeroportuale di Pisa. Una vicinanza che permetterà alle aziende del settore sia di ottimizzare e velocizzare la catena distributiva dei farmaci che di abbatterne i costi diventando davvero concorrenziali a quelle lombarde e laziali.   

Il valzer dei farmaci toscani

Attualmente, le case farmaceutiche toscane una volta prodotto il farmaco o il vaccino, sono obbligate ad inviarlo alle due uniche piattaforme specializzate ubicate una a Milano e l’altra a Roma, prima di iniziarne la distribuzione.

Ciò sta a significare, ad esempio, che anche i medicinali destinati alle strutture ospedaliere pubbliche e private toscane, devono 'per forza' prima fare un passaggio in Lombardia o in Lazio. 

Uno valzer assurdo che inevitabilmente fa lievitare i prezzi degli stessi farmaci ma anche aumentare il rischio di interrompere la catena del freddo, fondamentale per l’integrità dei principi attivi dei medicinali. Il costo annuo di questo ‘girotondo’ che ricade sulle aziende ma indirettamente anche sui cittadini, è stato stimato in 60 milioni di euro.    

Un atto di politica industriale

“Non si tratta di un semplice investimento infrastrutturale ma di un vero e proprio atto di politica industriale che si rivelerà fondamentale non solo per lo sviluppo e crescita del settore farmaceutico locale ma anche per abbattere i costi indiretti sulla spesa sanitaria e per rilanciare l’economia- spiega a Panorama.it, Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana - Solo la realizzazione di questa piattaforma darà lavoro a 150-200 addetti tra i quali numerosi saranno alte professionalità”.

L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 60-80 milioni di euro, necessari ad attrezzare un’area di 125 mila metri quadrati, la metà dei quali verranno edificati per realizzarci 21 mila mq di magazzini con ambienti a temperatura controllata, con 8 baie di carico e altrettante destinate alla spedizione delle merci.

La capacità di immagazzinamento della nuova piattaforma, secondo le stime effettuate dalle case farmaceutiche e dalla Regione Toscana, sarà di circa 38mila posti pallet iniziali.

“Il 70% delle scorte riguarderanno le materie prime e il confezionamento, il 30% i prodotti finiti che verranno movimentati al ritmo di 52mila pallet l’anno - precisa Giuseppe Seghi Recli, Ad Molteni e portavoce delle 4 industrie farmaceutiche - L’80% dei medicinali sarà destinato all’estero mentre il restante 20% al mercato interno”.

Il 23% della produzione stoccata nella nuova piattaforma sarà movimentata attraverso i voli cargo dall’aeroporto di "Galileo Galilei" di Pisa.

Ma questa piattaforma porta con sé un altro accordo, il primo in Italia. “A breve sottoscriveremo anche il primo contratto di rete - conclude Seghi Recli - Si tratta di uno strumento innovativo ed unico per il settore che ci permetterà di ridurre gli stock medi di magazzino dagli attuali 4 mesi a 1-2, realizzando una delle migliori pratiche di distribuzione presenti nel nostro Paese. Non solo. Si tratta di contratto che potremmo definire a “modalità aperta”, ovvero, non limitato alle sole aziende fondatrici ma ideato anche per accogliere tutte le altre realtà del settore. L’obiettivo è quello di aumentarne i flussi”.

Investimenti sulle Pmi

Dopo l’accordo sulla piattaforma logistica per il comparto farmaceutico, è stato siglato anche un protocollo per la riqualificazione industriale della Pmi toscane.

Il progetto che creerà 75 nuovi posti di lavoro, prevede investimenti per 16,6 milioni di euro, di cui 6,5 milioni saranno finanziati con i fondi regionali. A rientrare nel protocollo siglato dalla Regione, 7 aziende alcune delle quali eccellenze a livello internazionale come la Hvm, leader nella costruzione, manutenzione e collaudo dei serbatoi criogenici oppure la Aerospazio opera nel settore della fotonica e robotica spaziale effettuando test sulle propulsioni elettriche satellitari.       

 “Il nostro obiettivo è quello di favorire la qualificazione del tessuto produttivo regionale mediante processi di industrializzazione- conclude il presidente Enrico Rossi- ma soprattutto pianificando la realizzazione di programmi di sviluppo dai contenuti fortemente innovativi coinvolgendo direttamente i poli di eccellenza, quali, ad esempio, l’università Sant’Anna di Pisa”.             

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