Il futuro di Volkswagen: motori elettrici, puliti e sicuri

10,7 milioni di auto vendute, 230 miliardi di ricavi, profitti operativi raddoppiati. Il ceo Mueller ha presentato i risultati 2017 e la strategia 2018-2025

Volkswagen

Il Ceo di Volkswagen AG Mathias Mueller - 13 marzo 2018 – Credits: Alessandro Pasi

Alessandro Pasi

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La strategia 2018-2025 è incentrata su due pilastri: primo, garantire nel presente automobili sempre più sicure e connesse e motori termici, soprattutto diesel, sempre più puliti; secondo, trasformare l’azienda da industria meccanica a società che offre nuove soluzioni di mobilità all’interno dello sviluppo - la Roadmap E - di veicoli elettrici e a guida autonoma.

Sarà questa la Volkswagen AG del futuro che il Ceo Mathias Mueller ha presentato a Berlino, nel vasto showroom sulla FriedrichStrasse insieme ai risultati finanziari del 2017.

Quest’anno si è permesso finalmente un tono più sereno. Se, infatti, l’anno scorso - con l’intero top management schierato al suo fianco e con l’ombra del dieselgate ancora incombente - l’approccio di Mueller doveva trasmettere al mondo pacatezza e impegno e chiedere fiducia, oggi le parole chiave sono ottimismo, chiarezza di strategia, visione: dal claim “siamo sulla buona strada” a “modelliamo il futuro insieme”.

Un cambio di passo non da poco. E non scontato: il dieselgate è stata una spallata gigantesca, impegnando risorse per 12 miliardi di euro.

I risultati economici

Nel 2017 il gruppo ha registrato ricavi dalle vendite per 230 miliardi di euro (con un aumento del 6,2%) e i profitti operativi sono raddoppiati, da 6,7 a 13,8 miliardi di euro. Il miglior risultato di sempre, che fa il paio con il record di 10,7 milioni di veicoli venduti che fanno del gruppo il primo produttore mondiale, di poco davanti all’altro gigante, Toyota.

Non è andata male anche agli azionisti. Se l’anno scorso era stato pagato un dividendo di 2 euro per le azioni ordinarie e di 2,06 per le straordinarie, quest’anno si sale: 3,90 euro per le ordinarie e 3,96 per le straordinarie. Con un titolo che in borsa oggi è quotato a 158 euro (un anno fa era a quota 140) ormai ben lontano dalle quotazioni della crisi del dieselgate quando era precipitato a 96 euro.

"Dal 2015 abbiamo fatto un lungo viaggio intorno a Crisisland e sofferto il più serio riassetto che questa azienda abbia mai sperimentato. Una crisi che ha imposto un cambiamento radicale. Ma nel 2016 è iniziata una nuova era, tanto che l’anno scorso abbiamo potuto tornare all’offensiva, con nuovi modelli e con una chiara strategia per la mobilità del futuro".

La strategia

La strategia 2018-2025 si concentrerà, come già detto, su due pilastri: garantire automobili sempre più sicure e connesse e motori termici, soprattutto diesel, sempre più puliti (Mueller ritiene che il diesel non sia destinato al tramonto); inoltre, trasformare l’azienda da industria meccanica a società che offre nuove soluzioni di mobilità all’interno dello sviluppo di veicoli elettrici e a guida autonoma.

La Roadmap prevede investimenti nello sviluppo delle batterie, delle stazioni di ricarica rapida e la costruzione di 16 siti per auto a batterie entro il 2022 (contro i 3 attuali e con un investimento di 20 miliardi di euro) con l’obiettivo di produrre tre milioni di veicoli elettrici dal 2025, con un’ottantina di modelli. “Dal 2019 presenteremo un veicolo elettrico al mese, per offrire la più ampia flotta di elettrici al mondo”, ha dichiarato Mueller.

L’elettrificazione della gamma va di pari passo con la digitalizzazione, viaggiare sempre connessi ma anche con la possibilità di salire e scendere da veicoli senza conducente, come il minibus Sedric, un prototipo non a caso esposto all’ingresso della sala della presentazione del bilancio.

Volkswagen ha 37 centri operativi che lavorano sul design e sulla digitalizzazione dell’auto, con a capo – per rimarcare la discontinuità con la mentalità industriale – Johann Jungwirth, arrivato due anni fa da Apple.

Il mercato cinese

Con un’attenzione significativa al mercato cinese, il più importante al mondo, unico anche per la forte richiesta, per politica governativa, di veicoli a zero emissioni. Non a caso VW ha rafforzato ulteriormente l’alleanza con la cinese Jac per sviluppare e produrre auto elettriche.

Le joint-venture con i cinesi nel 2017 hanno generato altri profitti (non computati nel bilancio della capogruppo) per 4,7 miliardi di euro.

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