I laziali a Ponte Milvio perché in protesta contro Lotito, i romanisti a una manciata di metri per non essere ostaggi dei pasticci del calcio moderno. Il derby dell’Olimpico si sta trasformando nel peggiore degli incubi per chi deve gestire l’ordine pubblico intorno allo stadio e non solo un pasticcio che ha scatenato una bufera di critiche e polemiche sulla Lega Calcio Serie A. Il muro contro muro con il Viminale ha portato allo slittamento di Roma-Lazio alle ore 20,45 di lunedì 18 maggio, visto che le chance che il Tar ribalti la decisione presa dalla Prefettura di Roma sono pressoché nulle.
Ma il paradosso è che la decisione presa per evitare di dover gestire la convivenza pomeridiana tra il derby e la finale maschile degli Internazionali d’Italia, domenica 17 maggio, si sta rivelando un boomerang perché il derby in orario serale e con fuori le tifoserie che nella scorsa primavera si sono date appuntamento e scontate, causando decine di feriti anche tra le forse dell’ordine, preoccupa e non poco.
La protesta delle curve di Lazio e Roma
Che gli ultras della Curva Nord laziale avessero deciso di non presenziare al derby era noto da tempo. In aperta contestazione rispetto alla proprietà di Lotito, da mesi disertano l’Olimpico manifestando all’esterno e concedendosi due uniche deroghe: contro il Milan in campionato e nella finale di Coppa Italia persa con l’Inter. Stazionano nella zona di Ponte Milvio, il teatro di buona parte degli incidenti del 2025.
La novità è che anche i gruppi organizzati romanisti hanno deciso di non varcare i cancelli dello stadio dandosi appuntamento dalle parti dell’Obelisco del Foro Italico. Il motivo? Una forma di protesta contro il tira e molla nell’organizzazione del derby, passato dalle 12,30 della domenica alle 20,45 del lunedì insieme alle altre quattro partite con squadre in corsa per la zona Champions League. Un cortocircuito finito davanti al Tar con ricorso d’urgenza presentato dalla Lega una volta tramontata l’ultima ipotesi di compromesso con il Viminale e con la Federtennis che organizza gli Internazionali d’Italia.
“A tutto c’è un limite e quel limite è stato superato. La Prefettura ha deciso? Noi pure. La dignità non vale nessuna partita di calcio e di nessuno faremo i burattini, per rispetto di tutti i tifosi della Roma che a seguito di queste assurde e inevitabili situazioni hanno speso inutilmente tempo e soldi. Se si dovesse giocare di lunedì i gruppi organizzati rimarranno fuori, fermo restando che sarà ben accetto chiunque vorrà unirsi all’iniziativa” è il comunicato che posiziona anche la Curva Sud sul piede di guerra.
Derby in orario serale, i timori per l’ordine pubblico
Ora, dunque, le forze dell’ordine dovranno gestire due tifoserie con precedenti freschi di gravi incidenti, entrambe all’esterno dell’impianto e in orario serale e notturno. Esattamente quello che un anno fa il Viminale aveva ordinato non accadesse, tanto che a settembre il derby d’andata era stato giocato all’ora di pranzo della domenica. Sarà un lunedì di passione per tutti, insomma, non senza polemiche visto che la scelta della Prefettura di derogare al divieto di notturne per Roma-Lazio era stata motivata dall’esigenza di non appesantire il flusso del giorno feriale in un quartiere importante della Capitale.
Lo sviluppo causerà nuove polemiche sulla vicenda, ma è difficile ipotizzare un nuovo intervento per spostare ulteriormente l’orario della sfida dell’Olimpico così da tornare “alla luce del sole”. Va ricordato, infatti, che in contemporanea con Roma-Lazio si dovranno giocare anche Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan, Parma-Como e Pisa-Napoli: almeno 300mila tifosi sono vittime dei disagi organizzativi di una vicenda in cui si sono accavallati errori e scontri a livello istituzionale.
