E il Milan curò i suoi campioni con il freddo

L'ultima innovazione del Gruppo Sapio, azienda lombarda che da quasi un secolo va a tutto gas: dalla sanità all'ambiente, dall'agroalimentare all'energia

CALCIO

La criocamera made in Sapio

Maurizio Tortorella

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Una delle ultime realizzazioni, a suo modo rivoluzionaria, è la prima “criocamera mobile” d'Italia. È stata installata a Milanello a fine maggio e serve per la crioterapia dei calciatori del Milan: bastano pochi minuti in una stanza a bassissime temperature, tra i 110 e i 160 gradi sottozero, per applicare ai campioni rossoneri trattamenti di prevenzione e cura degli infortuni, o per il recupero dall'affaticamento muscolare.

È questa una delle tante realizzazioni del Gruppo Sapio (nella fattispecie si tratta di Sapio Life, la branca aziendale attiva nella sanità). La criocamera è una delle poche al mondo e il Milan è la prima squadra di calcio italiana a utilizzare l’innovativa soluzione. Una rapida esposizione al freddo in assoluta sicurezza: l'azoto per il raffreddamento passa dentro scambiatori ma non viene mai a contatto diretto con il paziente.

La criocamera mobile è composta da due stanze. Nella prima i calciatori transitano per circa 30 secondi a una temperatura di meno 60 gradi per adattare il corpo al freddo. Poi entrano nella seconda stanza, dove sostano per uno o due minuti a una temperatura tra 110 e 160 gradi sottozero, a seconda delle indicazioni cliniche. Il meccanismo di difesa innescato dal freddo stimola la circolazione sanguigna, il sistema endocrino, quello immunitario e quello nervoso centrale, con effetti molto benefici. I trattamenti consentono di ridurre infiammazioni e periodi di recupero post-traumatici, aumentando invece la forza muscolare e la soglia del dolore.

È anche questo il Gruppo Sapio, da quasi un secolo attivo nel settore dei gas industriali: ossigeno, azoto, acetilene, anidride carbonica, idrogeno, argon, elio. Fondato a Monza nel 1922 da Piero Dossi e oggi gestito dalla seconda e terza generazione famigliare, il gruppo è articolato in quattro settori (oltre alla sanità, che oggi vale metà di un fatturato da 430 milioni di euro, ci sono anche l’ambiente, l’agroalimentare e l’energia), e ha 1.500 addetti.

L’azienda è controllata per il 51 per cento dalla Progefin Spa, che rappresenta le due famiglie Dossi e Colombo, e per il 49 per cento dalla Air Products and Chemicals, multinazionale statunitense dei gas tecnici, quotata alla Borsa di New York, che è socia dal 1990.

“In Sapio” dice a Panorama.it Alberto Dossi, 61 anni, dal 2010 presidente della società “fin dalla fondazione vigono regole che possono sembrare un po’ anomale per il panorama italiano. Abbiamo per esempio un codice etico molto impegnativo, che ci vincola al rispetto di principi ferrei, in campo deontologico e ambientale. E in azienda esiste una circolazione di idee che ci pone all’avanguardia. Nell’ultimo anno, dipendenti, tecnici e dirigenti hanno proposto centinaia di soluzioni di prodotto o di processo, e 45 sono diventate progetti concreti di sviluppo”.

L’attenzione all’innovazione si esprime anche nel Premio Sapio: un’accademia esterna (formata da un parterre di scienziati del livello di Fabio Beltram, direttore della Scuola Normale superiore di Pisa) valuta ogni anno tra 100 e 200 proposte in vari campi, dai computer quantistici ai superconduttori di nuova generazione, dall'energia solare a nuovi farmaci anticancro non aggressivi.

Dice Dossi: “Senza ricerca non ci possono essere sviluppo e competitività. Quest'anno hanno partecipato 167 ricerche. Sono altrettante voci che hanno dimostrato di avere ancora piena fiducia nell'Italia. Come noi".

 

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