Cosa c'è nel futuro di Enel

Il piano industriale del 2018-20 punta su digitalizzazione e attenzione al cliente. E al lancio di un nuovo brand: Enel X

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Da sinistra: Patrizia Grieco, presidente ENEL, Francesco Starace, ad Enel, Francesco Venturini, direttore Enel X e Ryan O'Keeffe, capo comunicazione globale del gruppo - 21 novembre 2017 – Credits: Ufficio Stampa Enel

Martino Cavalli

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Il 2018 porterà sul mercato Enel X, il nuovo brand con cui opererà la linea di business e-Solutions del gruppo energetico. È una delle novità illustrate a Londra da Francesco Starace, amministratore delegato dell’Enel, in occasione della presentazione del nuovo piano strategico 2018-2020 che si articola soprattutto sulla digitalizzazione (i contatori intelligenti saliranno a quasi 50 milioni, dei quali 17,4 di seconda generazione) e sull’attenzione al cliente.

Nel primo caso gli investimenti saliranno da 4,7 a 5,3 miliardi e avranno l’effetto di aumentare i margini (Ebitda) di 1,9 miliardi nel periodo. Per quanto riguarda invece l’attenzione al cliente, l’Ebitda 2020 dovrà essere superiore di un terzo rispetto a oggi, con una forte riduzione dei costi unitari (-30%) e un incremento del 33% dei volumi sul mercato dell’energia non regolamentato, principalmente in Europa.

Per e-Solutions sono state create quattro linee di prodotti e servizi: e-Industry, e-Mobility; e-Home e e-City (pubbliche amministrazioni e soluzioni per la connettività).

Dal punto di vista industriale il gruppo prevede investimenti per 24,6 miliardi tra il 2018 e il 2020 (500 milioni più del piano precedente), che per l’80 % saranno dedicati a mercati maturi (in precedenza era il 60%) “con conseguente riduzione del profilo di rischio”. In particolare il 40% sarà diretto in Nord e Centro America, il 23% in Italia e il 35% nella penisola iberica, mentre si riduce l'esposizione in Sud America. Nel complesso gli investimenti in rinnovabili saranno pari a 8,3 miliardi.

Per quanto riguarda infine la politica di remunerazione degli azionisti, Starace assicura fino al 2020 che il 70% dell’utile netto sarà distribuito sotto forma di dividendi (per il 2018 è già stato fissato un minimo di 0,28 euro). L’utile netto ordinario dell’Enel, secondo quanto indicato nel piano, prevede 4,1 miliardi nel 2018, che aumenteranno a 4,8 l’anno successivo e 5,4 miliardi nel 2020.
“A partire dal 2015 abbiamo registrato significativi progressi in tutti gli ambiti della nostra strategia – ha dichiarato Starace – Enel è diventata un’azienda molto più efficiente, con un percorso ben definito verso la crescita industriale che, unito a una disciplina nella gestione del capitale e a una rotazione degli asset più rapida di quanto pianificato, ha incrementato in misura sostanziale la redditività”.

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