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Alitalia, perché il futuro si fa di nuovo molto incerto

Dopo 18 mesi, il commissario Gubitosi, artefice dei buoni risultati di questi mesi, lascia il suo incarico e ancora non si sa chi lo sostituirà

Luigi Gubitosi

Giuseppe Cordasco

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Torna a farsi complicato, se mai è risultato semplice, trovare una soluzione per il futuro imprenditoriale e industriale di Alitalia. Dopo un’estate passata infatti all’insegna, se non altro, dei buoni risultati commerciali, sulla ex compagnia di bandiera si abbatte ora una nuova tegola.

Luigi Gubitosi, uno dei tre commissari, quello a cui erano attribuite le funzioni di coordinatore e che era stato il principale artefice delle buone performance finanziarie registrate negli ultimi mesi, lascia infatti il suo incarico.

Una brutta notizia che si somma a quelle legate alle difficoltà di decollo del progetto di partnership con Ferrovie dello Stato e al malessere sempre più marcato dei sindacati.

L’addio di Gubitosi

Luigi Gubitosi esce di scena dopo 18 mesi e lascia una società che, se nel maggio 2017 aveva prospettive molto negative, ora ha ripreso un minimo quota.

In una lettera inviata ai dipendenti, Gubitosi spiega infatti che “Alitalia continua a crescere, a novembre a doppia cifra, le performance operative ci vedono tra i leader a livello mondiale ed è in corso un processo di continuo miglioramento su tutti gli aspetti del business".

Nonostante questo però molto resta ancora da fare. In questo senso il nuovo commissario, per il quale è iniziata la ricerca e che dovrebbe occuparsi più della parte manageriale come fatto finora da Gubitosi, tra le prime questioni spinose che dovrà affrontare, troverà la scadenza del prestito ponte, fissata inderogabilmente per il 15 dicembre prossimo.

Sindacati sul piede di guerra

Come detto però, a rendere se possibile ancora più incandescente la situazione, c’è il fermento che da qualche tempo serpeggia in maniera sempre più forte tra i sindacati. Questi ultimi infatti tornano a chiedere con insistenza al ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, competente sulla materia, di essere convocati, visto che attendono un incontro ormai dal 12 ottobre.

Quello che pretendono con forza, è di avere garanzie sul futuro della compagnia: vorrebbero cioè dal ministro Di Maio una parola di chiarezza sull'ingresso di Ferrovie dello Stato, una partita che come detto in precedenza resta ancora tutta da definire, oltre che sul possibile partner internazionale del progetto di rilancio.

A questo proposito è bene ricordare che le offerte sul tavolo sono quelle di EasyJet e Delta, anche se non sarebbe tramontato del tutto l'interesse di Lufthansa.

Per quanto riguarda poi la figura del nuovo commissario, che dovrebbe arrivare in sostituzione di Gubitosi, il consiglio che arriva dalla Uiltrasporti appare di puro buonsenso: il suggerimento infatti, è che sia Stefano Paleari a coordinare la terna dei commissari perché un nuovo coordinatore significherebbe perdere tempo prezioso. E per Alitalia ormai, il tempo sembra essere quasi scaduto.

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