Piero Manzoni, la sua vita da artista
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Piero Manzoni, la sua vita da artista
Cultura

Piero Manzoni, la sua vita da artista

Il critico Flaminio Gualdoni la racconta in un libro

Vivere da artista, per uno come Piero Manzoni, significava essere dentro la sua opera d'arte, in ogni istante della vita. Come quando si tolse la sua scarpa destra, ci mise la firma sopra e la dichiarò un'opera, facendo lo stesso con la calzatura di Schifano. Qualche anno prima aveva allestito una mostra con una serie di lavori intitolati Fiato d'artista: erano palloncini da lui gonfiati, sigillati, siglati e incollati su un piano di legno. Ma l'apice, noto a tutti, fu la Merda d'artista: come una conserva di pomodoro, confezionò 90 scatolette, ciascuna da 30 grammi di escremento artistico, venduta al prezzo di altrettanti grammi d'oro.

Erano gli anni compresi tra il 1955, quando comincia a lavorare come pittore, dipingendo oggetti banali (chiodi, forbici e altri attrezzi) e il 1963, quando muore, a soli 29 anni, per un infarto. Sin da giovanissimo, si inserisce nei gruppi dell'avanguardia pittorica, lavorando con Lucio Fontana, per poi far parte del Gruppo Nucleare, firmando un manifesto contro lo stile. Il viaggio alla ricerca della sua forma espressiva procede a ritmi velocissimi: nel 1959 con Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani fonda la rivista Azimuth, un periodico su cui compaiono scritti di Balestrini e Sanguineti e illustrazioni di Klein, Pomodoro, Rauschenberg, Jasper Johns e altri; poi si muove all'estero, con il Gruppo Zero di Dusseldorf, e lavora sugli Achrome che poi si chiameranno Sculture Viventi. In Danimarca lavora sul concetto scultoreo e su quello di linea, mentre in Italia ocntinua con le sue performance artistiche, legate al consumo di cose comuni (uova sode comprese). 

Poi si concentra sulla Base magica: realizza prima un piedistallo, pronto ad accogliere chiunque voglia salirci sopra e assumere il ruolo di opera d'arte. Poi, poco prima di morire, firma forse il suo lavoro più poetico: Base del Mondo. Ovvero, una piattaforma montata al contrario, appoggiata sul terreno di un parco per elegeere il mondo ad opera d'arte.

Tutto questo, ma anche le scorribande giovanili, il clima artistico di quegli anni e le storie intorno ai suoi lavori compaiono nella prima biografia ragionata dedicata a questo artista nel volume Piero Manzoni. Vita d'artista di Flaminio Gualdoni, edito da Johan & Levi.

Questa sera alle ore 18 ci sarà la presentazione del libro

al Museo Marino Marini (spazio Teatro di Marino),

Firenze, Piazza San Pancrazio

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