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Thornhill: parole e illustrazioni si alternano in una storia dark

Parole e immagini intrecciano, in un romanzo emotivamente forte, le storie di due ragazze vissute nello stesso luogo a 35 anni di distanza

Thornhill, Pam Smy, Uovonero

Ilaria Cairoli

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Thornhill di Pam Smy (Uovonero Editore) è un romanzo per ragazzi che si colloca tra il gotico, il romanzo di formazione, la letteratura diaristica e il graphic novel senza parole. Riprendendo il filone aperto da Brian Selznick con La straordinaria invenzione di Hugo Cabret e Il tesoro dei Marvel, Pam Smy alterna il racconto con le parole al racconto per immagini, intrecciando, in un romanzo emotivamente fortissimo, le storie di due ragazze vissute nello stesso luogo a 35 anni di distanza.

Thornhill è lo scenario dell’intera vicenda: si tratta di un vecchio orfanotrofio femminile, che nel 1982, anno in cui Mary vive e scrive il diario di cui leggiamo tra le pagine del libro, è in procinto di chiudere. Mary ha 13 anni, ha perso entrambi i genitori e la sua vita si svolge tra le quattro mura della sua stanza a Thornhill e la scuola. Ella è una ragazza come Mary, vive nel 2017 e la vediamo trasferirsi di fronte a Thornhill con suo padre, troppo preso dal lavoro per occuparsi anche di lei.

35 anni separano le due ragazze, ma la solitudine, la fragilità, il coraggio e una forte sensibilità le accomuna, legando le loro storie con un filo invisibile, che le avvicina sempre più fino a farle incontrare in un destino comune.

 
Mi hanno rubato il giardino. Ma non la mia camera. Ho ancora questo posto quassù. Ho i miei libri, i miei pupazzi e le mie parole in questo diario. Su queste pagine posso raccontare i miei pensieri come non posso fare fuori di qui. E li posso proteggere da loro. Questo è il mio posto, e loro non ci possono entrare. Sto scrivendo queste parole a letto, con una torcia elettrica. Sono le due di notte. E sento i suoi passi mentre sale le scale.

Mary racconta la vita a Thornhill attraverso il suo diario. Le giornate passano a fatica tra paure, ingiustizie, speranze malriposte e scherzi di pessimo gusto. Mary però ha una grandissima risorsa: il suo mondo interiore profondissimo, fatto di sensazioni, nutrito dalle parole dei libri che legge voracemente ed espresso attraverso la parola scritta e l’incredibile abilità nel costruire pupazzi di cartapesta.  

La storia di Ella è silenziosa, come silenziose sono le immagini che scorrono davanti agli occhi del lettore. Non conosciamo i suoi pensieri, ma li possiamo intuire, seguendola nel suo trasferimento solitario, nel suo avventurarsi nel vecchio orfanatrofio abbandonato, nei suoi misteriosi avvistamenti e nella sua appassionata ricerca del passato.

Pam Smy scrive e illustra un libro molto potente dal punto di vista emotivo, sospeso in un tempo strano e indefinito, mantenendo il livello di tensione altissimo, dall'inizio alla fine.   

Da 10 anni. 

Thornhill, Pam Smy, Uovonero, 2017

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