Il ruolo delle donne nell'era informatica

In un saggio firmato dalla storica Marie Hicks, la storia dell’industria high-tech nel Regno Unito e gli effetti di una cultura sessista

Circuito stampato

Un circuito stampato - 16 agosto 2017 – Credits: iStock - tcareob72

Stefania Medetti

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Si intitola: “Programmed inequality: how Britain discarded women technologist and lost its edge in computing” (“Disuguaglianza programmata: come il Regno Unito ha scartato le donne esperte di informatica e ha perso il proprio vantaggio nel mondo dei computer”) ed è un saggio, edito da MIT Press e rilanciato dal Guardianche analizza il ruolo delle donne e le scelte del business nell’era dell’avvento dei computer. 

Donne in prima linea

Lo ha scritto Marie Hicks, storica della tecnologia che ripercorre le tappe che hanno portato a una forte presenza femminile nella nascente industria informatica d'Oltremanica. “A partire dalla Seconda Guerra Mondiale e fino alla metà degli anni Sessanta, le donne erano la più ampia forza lavoro specializzata nell’industria informatica. Erano loro che, durante il conflitto, gestivano computer elettromeccanici, organizzavano la logistica dell’esercito ed eseguivano calcoli balistici. Al termine della guerra, invece, raccoglievano dati e facevano funzionare i computer per le istituzioni. 

Un settore sotto valutato

Destinato principalmente alle donne, questo tipo di attività era considerato poco specializzato. Le donne, inoltre, erano percepite come una forza lavoro facile e docile per compiti critici, ma sottovalutati. “Per i manager, le donne erano i dipendenti ideali, perché sapevano che la loro carriera si sarebbe fermata alla soglia della maternità e che, dunque, non avrebbero avanzato richieste per promozioni e stipendi più alti”, prosegue l’autrice. 

La svolta degli anni Settanta

Le cose hanno iniziato a cambiare negli anni Settanta, quando le istituzioni e l’industria si sono rese conto della potenza e dell’importanza dei computer. È stato qui che le donne hanno cominciato a essere estromesse a vantaggio di uomini pagati meglio e con ruoli di maggior prestigio. “Anche se società come Google non erano nemmeno nate all’epoca, continuano a beneficiare della stessa cultura che ha messo da parte le donne e che oggi le paga di meno”. 

Conseguenze e a lungo termine

Nel Regno Unito, in realtà, il settore ha incontrato progressive difficoltà nel reperire le risorse, perché gli uomini consideravano questo tipo di attività troppo femminile e privo dei necessari incentivi alla carriera. “La discriminazione che ha allontanato le donne dall’industria informatica - argomenta Hicks - ha rallentato e poi annientato la corsa del Regno Unito nel settore”. 

Per saperne di più:

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