La letteratura in copertina
La letteratura in copertina
Cultura

La letteratura in copertina

Un libro ripercorre trent'anni di storia grafica e racconta le collane più belle tra il 1950 e il 1980

La copertina di un libro è molto più di un semplice involucro che tiene al sicuro il testo dall’inclemenza del tempo. C’è un libro da poco arrivato in libreria che ce ne parla: Letteratura in copertina , a cura di Giovanna Zaganelli. Raccoglie i contributi prodotti nell’ambito dei lavori della Scuola di Dottorato dell’Università per Stranieri di Perugia ed è  pubblicato dall’editore Lupetti.

Quella delle copertine del '900 è una storia di sangue che comincia fra le pareti di una biblioteca, una strage andata avanti per anni nel silenzio e, come molte stragi, per motivi ritenuti dai carnefici molto validi. Per decenni i criteri di conservazione bibliotecaria hanno privilegiato infatti la salvaguardia del testo puro e semplice a discapito del libro come oggetto. Il risultato è che oggi la stragrande maggioranza dei libri del '900 conservati nelle nostre biblioteche hanno perduto le copertine originali, spesso piuttosto fragili, a favore di una più robusta rilegatura d’ufficio.

Un vastissimo patrimonio storico e iconografico è stato sacrificato sull’altare della parola scritta in una liturgia che ha voluto privilegiare l’anima del libro alla sua incarnazione storica. Ma agli zelanti e benintenzionati carnefici non si dovrà fare una colpa di ciò: la valutazione storica è connaturata all’errore e la ridefinizione dei valori è la componente che rende la critica vitale nella sua espressione.

Quindi ben vengano libri come questo a cura di Giovanna Zaganelli che come molti altri in questi ultimi anni cercano di restituire alle copertine dei libri non solo la dignità di oggetti di studio, ma anche un’importanza fondamentale nella storia della trasmissione della cultura.

I temi da affrontare sono tanti e questa raccolta di saggi ne offre un campionario di tutto rispetto: la relazione fra grafica di copertina e correnti artistiche; il rapporto con altri linguaggi come quello della pubblicità, del cinema o della fotografia; come la grafica coopera alla definizione e alla comunicazione del canone letterario; che ruolo ha lo scrittore nelle scelte grafiche relative al proprio libro e come questo poi ne influenza la storia editoriale, e molto altro ancora.

In questo senso il trentennio che va dagli anni '50 agli '80, qui preso in esame, risulta di importanza fondamentale in quanto è proprio in quel periodo che si definiscono compiutamente i processi che ancora oggi (ma chissà ancora per quanto) regolano il funzionamento della macchina editoriale.

A partire da metà '900 la casa editrice si trasforma, si fa industria, nascono figure manageriali nuove in grado di coniugare risorse intellettuali e stabilità di bilancio. Il frutto di questo periodo di trasformazione sono alcune delle collane più importanti di sempre: dai Gettoni ai Coralli di Einaudi, dalla Memoria di Sellerio alla narrativa Vallecchi, fino ai lavori di Albe Steiner per Mondadori o di Pinter per Rizzoli.

È in questo periodo che la copertina del libro si fa oggetto compiutamente industriale e serializzato, allontanandosi tanto dagli estremi dell’espressione artistica d’autore (che aveva caratterizzato per esempio il periodo delle avanguardie) quanto dalla bruta povertà di una funzione di servizio (specie per la letteratura popolare o per i testi d’uso pratico). Il prospetto del libro diventa il luogo dove l’immaginario del tempo incontra una proposta culturale che al tempo vuole sopravvivere, dove le correnti estetiche che incarnano lo spirito di un’epoca si scontrano con la volontà di intercettare un pubblico spesso intergenerazionale, dove la comunicazione del testo si fa già con-testo e interpretazione.

Un trentennio importante dunque, che non a caso merita di essere ritagliato nello spazio del '900 editoriale troppo spesso ritenuto -e a torto- un secolo dove la cultura libraria ha fatto il suo corso senza soluzione di continuità. Potrebbe non essere sbagliato cominciare a lavorare a una storiografia della grafica che indaghi i momenti più importanti del nostro '900 lasciando da parte miti e ideologie per scendere nel merito di una periodizzazione più stringente e significativa. Il volume curato dalla Zaganelli potrebbe essere un primo passo importante in questa direzione.

@giuliopasserini

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