Edoardo Frittoli

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Riviviamo assieme ai documenti conservati nell'Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano (che conserva i documenti originali sin dalla prima edizione del 1920) il grande appuntamento mondiale del commercio e dell'industria di 50 anni fa.

La Fiera Campionaria di Milano, una tra le più importanti esposizioni del mondo aprì i battenti il 14 aprile 1968, la domenica di Pasqua.

Fu una partenza in sordina, poiché nessuna della autorità era presente per l'avvio della 10 giorni milanese punto d'incontro del commercio e dell'industria mondiali.

Tutt'altro che sottodimensionate furono invece le cifre di quella edizione di 50 anni fa: la 46a edizione della Campionaria contava ben 13.687 espositori distribuiti su 471.000 Mq. di spazio con la rappresentanza di 67 paesi del mondo. Forte fu la rappresentanza, per la prima volta, dei paesi africani e dell'Europa dell'Est. Il cuore pulsante della kermesse fu rappresentato dalla novità del moderno "Centro Internazionale degli scambi" dotato della più avanzata tecnologia dell'epoca nel campo delle telecomunicazioni: postazioni telescriventi, circuiti televisivi, centralini teleselettivi e apparecchi per le telefoto che permettevano di trasmettere in tempo reale immagini e documenti delle novità esposte in fiera.

Vetrina principale della grande industria italiana, la Fiera Campionaria ospitava nei più grandi e raffinati padiglioni le grandi aziende del Paese sia pubbliche che private.

Ognuno di questi padiglioni era allestito secondo un tema: La Montecatini-Edison (poi Montedison) scelse di mostrare i progressi nel campo delle fibre sintetiche con il tema "La chimica ci veste", messe in mostra attraverso i giochi architettonici delle grandi rampe colorate di bianco ed illuminate di colori cangianti. Poco distante, rispondeva l'altro colosso del'industria privata: la Fiat, che proponeva il tema dello sviluppo tecnologico del motore a scoppio, dai primi prototipi ai reattori costruiti dalla fabbrica torinese per i caccia moderni.

Tra gli altri il motore che equipaggiò l'idrovolante Macchi del record di velocità, l'M.C. 72 di Agello. L'ENI proponeva una gigantesca mappa interattiva delle trivellazioni nel mondo, introdotte da giovani hostess di colore vestite con vistose tute spaziali color argento. Non poteva mancare certo il grande padiglione dell'Enel, nazionalizzato solamente 6 anni prima: anche il mondo dell'elettricità si preparava ad affrontare le sfide del futuro. La riproduzione di una centrale idroelettrica e di una parte del "Centro di Dispaccio", un proto-computer atto a regolare la produzione di energia su vasta scala. Quindi lo sguardo si rivolge ai plastici e alle immagini dell'energia termonucleare delle centrali di Latina, delle foci del Garigliano e di Trino Vercellese.

Le autorità visiteranno la Campionaria a partire da martedì 16 aprile. Arriverà il Ministro dell'Industria e del Commercio Giulio Andreotti, costretto a riparare al malcontento degli industriali del Nord presenti in forze in Fiera per i timori di questi ultimi riguardo a possibili ondate di austerità generate dallo sforzo del Governo teso allo sviluppo industriale del Mezzogiorno. Sarà poi la volta di Aldo Moro, Presidente del Consiglio in quell'aprile di mezzo secolo fa. E di oltre 4 milioni di visitatori fino al 25 aprile, quando la Fiera Campionaria di Milano chiuderà i battenti mentre il mondo fuori dai suoi cancelli cambiava rapidamente in quell'anno cruciale.

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