Cultura

Auschwitz, 70 anni fa la "marcia della morte"

Incalzati dai sovietici, i tedeschi evacuano il lager cercando di cancellare le prove dell'Olocausto. Al prezzo di altri 15 mila morti

2Political Prisoners

Edoardo Frittoli

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Oświęcim (Auschwitz), Polonia. Gennaio 1945

Quando l'Armata Rossa è ormai in territorio polacco, a poca distanza da Cracovia , le autorità naziste decidono di evacuare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e dei sottocampi nelle vicinanze. 

Il 17 gennaio, il totale dei prigionieri nei campi di Auschwitz-Birkenau e nei sottocampi di Babitz, Budy e Plawny ammonta a 31.894 persone. Nei piani nazisti sarebbe partito soltanto chi fosse stato in grado di affrontare una lunga marcia a piedi nel gelo dell'inverno polacco. Tuttavia, all'appello dei comandanti del lager risposero anche prigionieri fortemente debilitati o malati nonchè donne e bambini. Molti di loro erano infatti convinti che una volta lasciati nel campo, sarebbero stati sterminati dalle SS in fuga. 

Lo stesso giorno il comandante del campo di Auschwitz, l'SS-Sturmbahnfuhrer Richard Baer, ordinò l'organizzazione delle colonne di internati. I responsabili dell'evacuazione furono scelti due tra i più feroci e sanguinari ufficiali del Lager: l' SS-oberscharfuhrer Wilhelm Boger e il suo vice Oswald Kaduk. L'ordine perentorio era di uccidere tutti i prigionieri che avessero tentato la fuga durante le procedure di evacuazione.

 

L'evacuazione di Auschwitz-Birkenau comincia il 18 gennaio. Prima sono formate le colonne di donne e bambini. Seguono gli uomini, mentre alcune squadre di prigionieri scelti dalle SS rimangono con il compito di demolire i forni crematori. Alla sera, una colonna infinita di prigionieri ai quali si sono aggiunti gli internati del campo di lavoro di Monowice marcia verso ovest in direzione della Slesia, per lo smistamento successivo tramite ferrovia.

Già nelle prime ore della marcia i caduti sono 172, sepolti ai lati della strada in fosse comuni. I prigionieri esausti si trascinavano nella neve e chi si fermava veniva ucciso sul posto dalla scorta delle SS. A centinaia morirono poche ore prima della liberazione, dopo aver resistito a lungo all'orrore della vita nel lager. Si calcola che solamente nell'area di Auschwitz nei primi giorni dell'evacuazione, siano morti oltre 3.000 prigionieri.

 

Mentre il campo di Auschwitz veniva evacuato, i tedeschi cominciarono la distruzione delle prove della carneficina. Il 20 gennaio fanno saltare in aria i crematori II e III. Sei giorni dopo è la volta del crematorio V, fino ad allora in condizioni operative. Poi fu la volta del complesso di magazzini noto col nome di "Kanada II", dove erano stoccati i beni requisiti ai prigionieri. 

Ben 9.000 internati erano rimasti nel campo principale di Auschwitz (Stammlager Auschwitz I) e Birkenau (Auschwitz II). Le intenzioni dei tedeschi erano quelle di eliminarne la maggior parte prima dell'arrivo dei sovietici. Solamente la fretta dei nazisti fece in modo che la maggior parte dei prigionieri rimasti nel campo fossero risparmiati, ad eccezione di circa 700 prigionieri ebrei uccisi nei sottocampi poche ore prima dell'arrivo dei soldati dell'Armata Rossa il 27 gennaio 1945.

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