Prima tappa di una mostra itinerante che approderà nel 2018 all’Ateneum Art Museum di Helsinki e al Folkwang Museum di Essen, con "Realismo Magico" prosegue al Mart di Rovereto la stagione delle grandi esposizioni dedicate all’arte italiana del primo Novecento.

Curato da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, il percorso espositivo propone oltre 70 opere del cosidetto "Realismo Magico", stagione artistica internazionale che ha conosciuto la sua fase più creativa tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento.

Quando

La mostra sarà aperta al pubblico dal 3 dicembre 2017 al 2 aprile 2018 nei seguenti giorni e orari

Martedì - Domenica 10.00 - 18.00
Venerdì 10.00 - 21.00
Lunedì chiuso

Aperture straordinarie

8 dicembre 2017 | 10.00 - 21.00
25 dicembre 2017 | 15.00 - 20.00
26 dicembre 2017 | 10.00 - 18.00
1 gennaio 2018 | 15.00 - 20.00
6 gennaio 2018 | 10.00 - 18.00

Dove

Ad ospitare l'esposizione, gli iconici spazi del MART di Rovereto (TN), in Corso Bettini 43

Perchè è interessante

"Realismo Magico" prosegue l’indagine sui “Novecenti”, avviata dal MART fin dall’estate 2016 con "I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo" a cui è seguita la grande antologica dedicata a Umberto Boccioni nel centenario della nascita.

Nel 2017 altre due mostre ampliano questa riflessione: "Un’eterna bellezza. Il canone classico nell'arte italiana del primo Novecento" e, finalmente, la mostra attuale, "Realismo Magico", il cui percorso espositivo esamina le novità interpretative che questa particolare corrente artistica mette in campo rispetto ad alcuni generi della tradizione pittorica italiana e internazionale

Caratterizzate da un'estrema precisione realistica, unita all’evocazione di atmosfere sospese e surreali, contorni netti e volumi solidi non contrastano con l’intensità della magia delle pitture in mostra, realizzate da diversi artisti, tra i quali spiccano Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Felice Casorati, Ubaldo Oppi, Achille Funi e Carlo Levi.

Accanto agli interpreti più noti, i lavori di alcuni artisti attivi nelle realtà più locali dell’arte veneziana, triestina, torinese e romana, a conferma della trasversalità di temi e stili su cui converge l’esperienza pittorica italiana di quei decenni. Tra questi, Mario e Edita Broglio, Leonor Fini, Arturo Nathan, Carlo Sbisà, Gregorio Sciltian, Carlo Socrate e Cesare Sofianopulo.

Il Realismo Magico

Coniata dal critico Franz Roh in un celebre saggio del 1925 dedicato alla pittura contemporanea, la definizione “Realismo Magico” descrive una stagione artistica internazionale che ha conosciuto la sua fase più creativa tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento.

Segnato dal recupero della tradizione pittorica e scultorea, ma allo stesso tempo erede delle ricerche sepolte dal grande conflitto bellico, tratti distintivi del cosidetto Realismo Magico sono le atmosfere sospese e surreali di pitture eseguite con precisione realistica.

La realtà diventa il punto di partenza di una metamorfosi ideale che passa attraverso l’immaginazione e la meraviglia, che non si limita alla mera rappresentazione, ma esprime stati d’animo: lo stupore, la tensione, l’attesa che esistono nell’invisibile mondo delle sensazioni trasfigurano e permeano gli oggetti, le forme, le persone che esistono nel mondo reale

Tra gli autori più noti del Realismo Magico italiano, Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Felice Casorati, Ubaldo Oppi, Achille Funi e Carlo Levi


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