Rita Fenini

-

Alla Gilda Contemporary Art di Milano, sino al 27 gennaio 2018, un'originale e interessante esposizione (curata da Cristina Gilda Artese col patrocinio del Consolato d’Argentina) in cui primeggiano il tessuto e il colore, elementi essenziali nei lavori della nota artista Florencia Martinez

Quando

"Florencia Martinez. H.Honey Hungry Home" sarà visitabile sino al 27 gennaio 2018 nei seguenti giorni e orari

Dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.00
Sabato dalle 10.30 alle 13.00 e il pomeriggio su appuntamento.

Dove

La mostra è stata appositamente pensata per gli spazi espositivi della Gilda Contemporary Art di Milano, in via San Maurilio 14

Perchè è interessante

Per l’appuntamento milanese, Florencia Martinez propone delle creazioni realizzate per la prima volta con la juta colorata (fibra tessile naturale utilizzata di solito per fare sacchi da imballaggio), sulla quale l'artista interviene apponendo segni e cuciture che formano palline dure o piccole macchie concentriche dai colori accesi, come il blu e l’arancione, che accolgono un insieme dinamico di ricami e di segni.

Il titolo della rassegna, H. Honey Hungry Home, richiama tre concetti forti come l’amore (honey), la casa (home) e il soddisfare la fame di vita (hungry): nella sintesi di queste tre parole Florencia Martinez trova tutto il senso dell'"esistere", senso che vede compiersi nell’iconografia sacra della pietà, con la madre che sostiene la figura morente del figlio.

E nella sua Pietà - creazione attorno alla quale ruota tutto il percorso espositivo - le due figure anonime vengono riconosciute solo attraverso i materiali che li vestono: se da un lato è la stoffa bianca dell’abito da sposa, impreziosita da pizzi e inserti, a dare forma alla figura esausta, dall’altro è la presenza del feltro, grigio e ruvido, a caratterizzare l’altro personaggio, tanto oscuro quanto capace di uno sguardo di grande empatia e tenerezza.

Florencia Martinez, note biografiche

Artista italo-argentina, Florencia Martinez nasce a Buenos Aires il 4 Ottobre 1962, ma dal 1990 vive e lavora a Milano.

Nella città natale frequenta l’Accademia di Belle Arti San Martin e l’Accademia di Belle Arti De La Càrcova, allieva del pittore Dermijian. Tra il 1986 ed il 1988 frequenta l’atelier del pittore Carlos Gorriarena e tra il 1988 e il 1990 quella di Roberto Pàez, per approfondire la tecnica del disegno.

Dal 1990, dopo il suo trasferimento in Italia, nell’itinerario artistico di Florencia Martinez possono circostanziarsi tre diversi periodi:

  • 1990-1995, lavoro di ricerca sull’immigrazione
  • 1996-1998, lavoro di ricerca sulla violenza domestica, in particolare sul mondo dell’infanzia
  • 1999-2001, lavoro di ricerca su materiale fotografico del dopoguerra (anni tra il 1945 ed il 1960)

A partire dal 2002, l’artista orienta decisamente la sua ricerca verso la ricognizione fotografica del vivere quotidiano, tralasciando progressivamente la documentazione del tempo passato: costruisce, in tal modo, una sua memoria intima, fatta di piccole cose e di situazioni generalmente poco note.

Nello stesso tempo, la Martinez intensifica l’uso del ricamo per approfondirne la sua valenza letteraria: l’artista ricama storie di persone che le raccontano esperienze di vita vissuta, dando così alla parola la sua forma e facendola diventare traccia da tramandare. Negli anni, il tessuto, da contenitore e co-protagonista nelle opere fotografiche, è diventato soggetto dei suoi ultimi lavori, diventando tridimensionale ed addirittura scultura.

Tra le più recenti personali della Martinez, si segnala L’amore mio è buonissimo (2008), Sotto il bosco di latte (2010), La chiamavano mille miglia (2014), Carritos (2015). Nel 2016 ha presentato la personale To fill a gap all’AAI (Afro Asiatisches Institut) a Graz, Austria.

Tra le collettive, si ricordano: nel 2007, a Palazzo Reale di Milano, 1968-2007 Pittura Italiana, curata da Vittorio Sgarbi; nel 2010, Ritratti Italiani alla Galleria d’ Arte Moderna di Cento; nel 2011, la 54.Esposizione Internazionale d’Arte, Biennale di Venezia Padiglione Italia; nel 2012, Perturbaciones al Museo de Bellas Artes de la Habana, Cuba; nel 2014, POP UP ITALIAN SHOW, Hubei Museum of Arts, Wuhan, Hubei, Cina, Femminile, plurale alla Galleria Biffi di Piacenza a cura di Alessandra Redaelli; Tessere Storie alla Fabbrica del Vapore di Milano.

Ha partecipato a numerose fiere, quali ArteFiera Bologna, ST-ART Strasburgo, Miami Basel/Context.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Revolution. Dalla Londra dei Beatles a Woodstock in mostra a Milano

Da 2 dicembre al 4 aprile 2018, alla Fabbrica del Vapore una mostra sugli anni che hanno rivoluzionato la storia della musica, del costume e della cultura

Maurizio Galimberti in mostra a Villa Reale di Monza

In mostra finoal 28 gennaio 2018 circa 80 opere realizzate nella Basilica di San Nicola di Tolentino dal grande fotografo

Le trame di Giorgione arte e tessuti in mostra a Castelfranco

Dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018, un percorso espositivo che parte dalla "Pala di Castelfranco"

Commenti