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INPS: Congedo parentale 2027, sale la soglia di reddito. Per chi e come funziona

INPS: Congedo parentale 2027, sale la soglia di reddito. Per chi e come funziona
Una coppia passeggia con un bambino nel passeggino nel quartiere Prati di Roma, 31 ottobre 2024. ANSA/ALESSANDRO DI MEO (generica, simbolica, coppia, passeggino, bambini, donna, uomo, genitori, passeggio, autunno, inverno, bancarelle, mercato, passeggiare, bambina, bambino, figli)

L’aumento stimato del trattamento minimo Inps potrebbe portare il limite di reddito da 19.885 a circa 20.462 euro annui. Ecco chi potrebbe ottenere un incremento dell’indennità al 30% e come fare domanda

Dal 2027 qualche famiglia in più potrebbe avere diritto all’indennità per il congedo parentale, l’aiuto economico che accompagna un genitore rimasto a casa con i figli. A spingere in alto il limite di reddito è l’inflazione, che fa crescere le pensioni minime e, a cascata, questa soglia. Le cifre ufficiali non ci sono ancora: per ora si ragiona su stime.

Congedo parentale: quanti mesi spettano e quanto vale

Il congedo parentale è un’astensione facoltativa dal lavoro per occuparsi dei figli e arriva dopo la maternità e la paternità obbligatorie. Ai dipendenti la coppia può dedicare in tutto 10 mesi, che diventano 11 se il padre ne usa almeno tre. Dal 1 gennaio 2026, con la Legge di Bilancio, il limite di età del bambino per i dipendenti è salito da 12 a 14 anni. Chi è iscritto alla Gestione Separata Inps resta fermo ai 12 anni, mentre per gli autonomi la finestra è più stretta: vale solo per il primo anno di vita o di ingresso in famiglia. Non tutti i mesi sono pagati allo stesso modo. Tre sono indennizzati all’80% della retribuzione e vanno usati entro i 6 anni del bambino. Altri sei valgono il 30% e si possono richiedere fino ai 14 anni. Gli ultimi uno o due mesi, di norma, non prevedono alcuna indennità. Ed è proprio su questi mesi senza assegno che entra in gioco il reddito.

Congedo parentale 2027: come cambia la soglia di reddito

Per i periodi che vanno oltre i mesi già pagati, il dipendente può comunque ricevere il 30% dello stipendio, ma solo se guadagna meno di una certa cifra: due volte e mezzo il trattamento minimo di pensione. Nel 2026 il minimo è di 7.954,05 euro, quindi il limite è di 19.885,13 euro l’anno. Con una rivalutazione del 2,9%, pari all’inflazione acquisita stimata dall’Istat, il minimo salirebbe a circa 8.185 euro e il tetto a circa 20.462 euro, quasi 577 euro in più. Il valore definitivo dipenderà dall’andamento dei prezzi da qui a fine anno e dalle indicazioni dell’Inps.

Congedo parentale 2027: chi potrebbe avere l’indennità in più

A beneficiarne sarebbero i lavoratori dipendenti con un reddito tra circa 19.885 e 20.462 euro l’anno, oggi esclusi per un soffio. Quanti saranno non è possibile dirlo, perché dipende da come sono distribuiti i redditi dei genitori. La novità non tocca la percentuale dell’indennità, che resta al 30%, né le altre regole: servono tutti gli altri requisiti e i mesi disponibili vanno comunque rispettati. Chi ha già usato parte del congedo farebbe bene a controllare quanti mesi gli restano, soprattutto quelli all’80%.

Congedo parentale: come fare domanda all’Inps

Il congedo parentale non scatta in automatico e la richiesta va presentata all’Inps prima dell’inizio del periodo. Chi la invia in ritardo perde l’indennità per i giorni già trascorsi. La domanda si fa online, dal servizio “Domande di maternità e paternità” sul sito dell’Inps. Per chi preferisce il telefono, c’è il Contact Center: 803 164 da fisso, 06 164 164 da cellulare. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato.

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