Edoardo Frittoli

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"Climb to Glory".

Bagni Di Lucca, 8 gennaio 1945

Sbarcati a Napoli pochi giorni prima, i soldati della 10th Mountain Division videro di fronte a sè l'Appennino Tosco-Emiliano in una fredda mattina del gennaio 1945. Si radunarono lungo la strada per l'Abetone, con la loro lunga colonna motorizzata. L'uniforme degli alpini americani si distingueva per lo stemma con le spade incrociate e la scritta "Mountain". Erano la prima divisione di fanteria leggera americana a costituire un corpo specializzato per il combattimento in montagna e su terreni impervi. 

La divisione era nata nel 1943 a Camp Hale, Colorado. Erano stati reclutati i ragazzi del posto, molti di loro erano abili sciatori e alpinisti incorporati nell'US Ski Patrol.

Addestrati in Alaska su montagne alte più di 4.000 metri e abituati alle tecniche di combattimento alpine, furono inviati in Italia per prendere parte allo sfondamento della linea Gotica, aggregati alla 5a Armata USA. L'operazione prevedeva la presa delle alture appenniniche presidiate dai tedeschi e dagli italiani dell'esercito della RSI. Il nome in codice era "Riva Ridge", dal nome di un gruppo di alture considerate strategica e fortemente difesa dal nemico. 

Gli alpini della 10th Mountain Division attaccarono il fianco della montagna di notte. Alcune delle vie studiate necessitavano di attrezzatura da roccia che tuttavia nel trasferimento in Italia, era rimasta negli Stati Uniti. La cima del gruppo della Riva (m. Serrasiccia) doveva essere attaccata di notte, con l'artiglieria in silenzio. Così fu fatto la notte tra il 18 e il 19 febbraio 1945, quando 700 alpini scelti, seguiti da 5 medici del corpo di Sanità e dal Genio, attaccarono in fila indiana, pericolosamente esposti al tiro tedesco. La nebbia scese, e nascose gli alpini americani della Company "F" (Fox) che, giunti alla sommità, neutralizzarono i nemici colti nel sonno e disarmati con un'azione rapida.

Il difficile venne nei giorni successivi, quando si trattò di tenere la posizione al contrattacco tedesco: in questo caso furono i genieri ad essere determinanti. In un lampo allestirono una rete di teleferiche in grado di garantire l'evacuazione dei feriti, ma soprattutto l'approvvigionamento di rinforzi e munizioni. Quando fu chiaro che i tedeschi non avrebbero ripreso Riva Ridge, la via per la seconda vetta da conquistare era aperta. Toccava ora al Monte Belvedere. Altre divisioni avevano cercato di prendere la vetta per ben tre volte, sempre respinti dal fuoco dei tedeschi.

Il 19 febbraio cominciò l'attacco, senza artiglieria, alla baionetta. Di nuovo gli americani del' 85 e 87° reggimento della 10a Mountain ebbero ragione. Ma i tedeschi contrattaccarono per ben 7 volte e le perdite americane furono stavolta pesantissime. i morti della 10a Mountain furono ben 192, i feriti oltre 600. Il prezzo pagato dalla divisione, seppure alto, fu decisivo per la rottura delle difese della linea Gotica. Dominando le alture dell'Appennino modenese la 10° Divisione alpina fu in grado di raggiungere la strada statale 65, che li avrebbe portati dritti verso la Pianura Padana.

Ma un altra battaglia sanguinosa attendeva i Mountaineers. il 14 Aprile aprirono la strada alla 5a Armata USA e persero in un giorno 553 uomini tra morti e feriti contro i tedeschi in ritirata. Il 20 aprile 1945 le prime unità della 10a Mountain si avvicinavano al Po, che attraversarono per primi il 23 aprile successivo. 

L'ultimo scontro a fuoco per gli alpini d'oltreoceano fu sul Lago di Garda il 27 aprile 1945, quando l'insurrezione era già cominciata da due giorni. Dovevano tagliare la strada del Brennero ai tedeschi in fuga ma trovarono la strada sbarrata dalla distruzione e dalle mine. Quando giunsero a Riva e Torbole, la guerra era finita. Era il 2 maggio 1945 e gli alpini americani avevano messo fuori uso, in pochi mesi, 5 divisioni d'elite della Wehrmacht e perso 992 uomini. 4,152 erano rimasti feriti.

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