Home » Attualità » Sport » Uefa, abbiamo un problema: la Premier League è la vera Superlega (e si fa le regole per conto suo)

Uefa, abbiamo un problema: la Premier League è la vera Superlega (e si fa le regole per conto suo)

Uefa, abbiamo un problema: la Premier League è la vera Superlega (e si fa le regole per conto suo)

Allarme (tardivo) della Uefa: il dominio finanziario della Premier League rischia di uccidere la competizione. Anche perché gli inglesi si scrivono regole diverse dal resto dell’Europa…

La Superlega esiste già ed è in mezzo a noi. Non è quella osteggiata da tutti e che il passo indietro di Barcellona e Real Madrid ha consegnato a un percorso di confronto con la Uefa che si svilupperà nei prossimi mesi, ma assume la parvenza del dominio economico con cui la Premier League sta strangolando l’equilibrio del calcio europeo. E’ nei fatti, condiziona la Champions League e le altre competizioni organizzate dalla Uefa tanto che Nyon sta cominciando a porsi il problema. Anche perché i club inglesi vanno per conto loro e si sono scritti regole che rischiano di ammazzare definitivamente il “competitive balance” dello sport più diffuso nel Vecchio Continente.

La Uefa ha, dunque, un problema che minaccia di diventare enorme e stabile. Non solo i club della Premier League sono più ricchi per distacco rispetto al resto della concorrenza, anche quella dotata di maggiori risorse finanziarie, ma hanno scelto di far pesare il gap così da costruirsi un vantaggio definitivo. L’ultimo tassello, quello che ha messo in allarme i vertici della Uefa, è stata l’approvazione di una norma finanziaria interna al campionato inglese molto più flessibile rispetto alle regole europee.

Premier League, così i club potranno spendere più di tutti

Tradotto in termini concreti, le società della Premier League si sono scritte e approvate una regola secondo la quale potranno investire in cartellini e stipendi di calciatori e staff l’85% dei loro ricavi, che già sono molto più alti rispetto agli altri grazie ai contratti tv mondiali, con un sistema di attuazione che potrà consentire di arrivare fino al 115%. Tanto, troppo, rispetto al rapporto del 70% previsto dalla nuova formulazione del Fair Play finanziario della Uefa.

Significa che i club della Premier League avranno una capacità di attrarre talenti superiore non solo per mezzi, ma anche per limiti imposti dalle norme, rispetto a tutte le big europee. E molto spesso semplicemente toglieranno dal mercato calciatori che verranno sotto utilizzati in Inghilterra e che avrebbero potuto alzare il livello medio complessivo della competizione.

Da mesi le singole leghe top del Vecchio Continente hanno varato interventi volti a ridurre l’impatto delle spese sposando la linea Uefa del cosiddetto SCR (Squad Cost Ratio), ovvero spendere solo una parte – il famoso 70% – del fatturato che si ottiene così da mantenere un equilibrio di bilancio ed evitare di indebitarsi. Lo strappo della Premier League porterà al paradosso di un campionato ricchissimo che giocherà con regole e non solo con mezzi finanziari diversi rispetto alla concorrenza.

La Superlega esiste già: mezza Premier League domina in Europa

Non è un problema futuro, ma è già la fotografia di quanto accade. L’attuale stagione delle competizioni Uefa si sta traducendo in un dominio senza precedenti della Premier League che ha un totale di 9 squadre iscritte, tutte qualificate per gli ottavi di finale con la prospettiva di andare molto avanti.

In Champions League ci sono Chelsea, Liverpool, Manchester City, Newcastle, Tottenham e Arsenal e tutte tranne il Newcastle si sono qualificate direttamente, senza passare dai playoff di febbraio, andando a monopolizzare le prime otto posizioni della fase a girone. Stesso schema in Europa League con Nottingham Forest e Aston Villa e in Conference League con il Crystal Palace.

Non è una sorpresa se è vero, come ha sottolineato Andrea Traverso, direttore della sostenibilità e della ricerca della Uefa, che “la sola Premier League genera un quarto dei ricavi di tutti i club europei”. Un dato fotografato alla perfezione dall’ultima edizione della Football Money League di Deloitte con sei club inglesi nella Top10 per fatturato e ben 9 nelle prime 20 posizioni. Un gap destinato a crescere piuttosto che a ridursi.

© Riproduzione Riservata