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La guerra per la Superlega è finita (ma non ha vinto la Uefa e cambierà il calcio europeo)

La guerra per la Superlega è finita (ma non ha vinto la Uefa e cambierà il calcio europeo)

Uefa., Real Madrid, A22 e i club europei annunciano un accordo per mettere fine alle dispute in tribunale sulla Superlega. Dentro c’è l’idea di modificare gli attuali equilibri e, forse, le abitudini dei tifosi

La guerra per la Superlega è finita, ma nulla sarà come prima. Una pace a quattro mani, condizionata a quanto accadrà da qui in poi e con una sola certezza: per fare sedere allo stesso tavolo Uefa, A22 (la società che dal 2021 lavora per il nuovo format dopo il naufragio del primo tentativo), ECA (l’associazione dei club europei) e Real Madrid sono serviti anni di battaglie legali, sentenze della Corte di Giustizia europea e minacce di richieste danni miliardari con conseguenti interlocuzioni tra le parti. Un lavoro servito per arrivare fin qui: quel tavolo dovrà discutere i nuovi equilibri del business del calcio europeo per i prossimi decenni e lo farà con l’obiettivo di sotterrare per sempre l’ascia di guerra.

L’annuncio dell’accordo è stato dato dalla Uefa e confermato dal Real Madrid con un comunicato congiunto: “Dopo mesi di discussioni condotte nel migliore interesse del calcio europeo, la UEFA, i club calcistici europei (EFC) e il Real Madrid CF annunciano di aver raggiunto un accordo sui principi per il benessere del calcio europeo, nel rispetto del principio del merito sportivo, con particolare attenzione alla sostenibilità a lungo termine del club e al miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia. Questo accordo di principi servirà anche a risolvere le controversie legali relative alla Super League europea, una volta che tali principi saranno eseguiti e implementati”.

Poche righe con un significato enorme. Nei giorni scorsi era stato il Barcellona a uscire dalla Superlega, senza alcuna penale da pagare, ora è il Real Madrid che di quell’idea era il motore principale, a fare un passo indietro. Non una sconfitta, però, perché la pace sancita tra Florentino Perez e Aleksandr Ceferin è condizionata al raggiungimento di un nuovo equilibrio i cui pilastri sono indicati come “attenzione alla sostenibilità a lungo termine del club e al miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia”.

Tradotto: salvaguardando il merito sportivo, su cui la Uefa e le federazioni europee avevano fatto muro nell’aprile 2021 facendo naufragare il blitz notturno del Real Madrid e di altri undici prestigiosi club europei, andrà trovato un accordo su come ridisegnare format e modelli di business della Champions League e delle competizioni internazionali del futuro. La vecchia Superlega, in realtà, era morta da tempo sostituita da Unify League, formato lanciato da A22 nel dicembre 2024 con un passo indietro sul legame con il merito sportivo come porta di ingresso e uno avanti deciso nell’ideazione di un nuovo modello di generazione e gestione dei ricavi.

Ora le parti annunciano di aver trovato un accordo per discutere su come eseguire e implementare le novità sul corpo esistente. Nel frattempo molte cose sono successe, modificando il quadro complessivo. Ad esempio, nell’estate 2025 la Fifa ha chiuso un accordo con DAZN vendendo alla piattaforma i diritti della prima edizione del Mondiale per Club allargato a 32 squadre con l’obbligo di metterli a disposizione gratuitamente per il pubblico; una sorta di progetto pilota molto simile a quello contenuto nella proposta della Unify League del dicembre 2024 che puntava ad abbattere i costi per gli utenti trovando altrove le risorse da ridistribuire ai club.

E’ vero che la Uefa ha assegnato nello scorso mese di novembre i diritti di Champions League, Europa League e Conference League per il quadriennio dal 2027 al 2031, ma non è da escludere che eventuali novità per il futuro possano essere discusse nei prossimi mesi dando alle parti tutto il tempo necessario per trovare un punto di incontro. Di sicuro il passo a lato di Florentino Perez certifica come il Real Madrid e A22, che ha portato avanti il progetto dopo il fallimento della prima Superlega, abbiano ricevuto garanzie sulla volontà reciproca di dare corpo all’accordo: il rischio di portare il calcio europeo alla paralisi, con una richiesta danni da 4,5 miliardi di euro a carico della Uefa, era concreto e avrebbe aperto le porte a scenari difficili da controllare.

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