Nella vita l’immagine è tutto e vale anche per lo sport e per il business che lo circonda. Oggi il tennis rappresenta ciò che va di moda e il calcio (italiano) sta dietro la lavagna. Giusto, visti i risultati. E però anche i più bravi a volte steccano e quando succede è bene che glielo si dica perché non si perdano nella convinzione di essere infallibili. Preambolo troppo lungo per raccontare una giornata divisa tra Foro Italico (mattino e pomeriggio) e stadio Olimpico (serata): due al posto di uno, approfittando della vicinanza estrema di tennis e calcio. Sì, proprio quella che ha fatto nascere il casino senza soluzione della contemporaneità tra derby di Roma e finale degli Internazionali d’Italia.
Cosa sarebbe successo ai nostri eroi che comandano il pallone se… la finale di Coppa Italia fosse iniziata alle 23 per un calendario appesantito non solo dalla pioggia ma anche dalle scelte degli organizzatori, e fosse finita alle 2 di notte (e per fortuna il terzo set è volato via in un amen, altrimenti…), con i giocatori vittime di umidità e crampi e l’arena mezza vuota dovendo la gente a un certo punto scegliere tra il lavoro il giorno dopo, anzi stesso, e dormire sulle tribune?
Il paradosso dei prezzi tra Foro Italico e Stadio Olimpico
E se tutto questo fosse accaduto in uno stadio scoperto, in una giornata di pioggia e versando il misero obolo di 208 euro (piccionaia) o 586 (settore basso)? La sensazione è che, se tutto questo fosse successo alla finale di Coppa Italia, il giorno dopo la gente sarebbe andata a prendere a pomodori i dirigenti della Lega perché c’è un limite a tutto. Anche alla resistenza fisica e psicologica di atleti e spettatori. Del resto i 139 euro per una curva di Milan-Juventus hanno dato fiato e penna a predicozzi senza fine sul valore sociale del calcio (si vede che per il resto non vale).
Invece no. Anzi. Il tema del giorno sono stati i fumi che un venticello malizioso ha spedito poco prima di mezzanotte dall’Olimpico al Centrale del Foro Italico, costringendo alla resa per qualche minuto i sofisticati sistemi di arbitraggio elettronico. Ah, signora mia, che scandalo e che cialtroni. Quelli della Lega, si intende…
La gestione dei fan tra pioggia e biglietti ground
E cosa accadrebbe se all’appassionato medio del calcio, dotato di un portafoglio normale, fosse stato rifilato un biglietto da 22 euro (commissioni comprese) per pascolare tutto il giorno nei viali del Foro Italico, fare a spallate per (intra)vedere i giocatori allenarsi qualche minuto, guardare un paio di doppi e partite del torneo juniores ascoltando i rumori dai campi chiusi dove serve biglietto apposito per entrare? Succede, vedasi tagliando allegato.
Ha pure piovuto, ma questa non è colpa degli organizzatori. Capita. La colpa semmai è che chi organizza un evento come gli Internazionali d’Italia, uno Slam senza essere uno Slam, non non può non avere un piano pronto per evitare che la gente si inzuppi a meno non riesca a gettarsi per terra in uno degli spazi al coperto dove ci sono i bagni o le food court con in bella vista panini da carta di credito gold.
Un privilegio destinato solo ai più veloci, però, perché poi la security chiude e se fuori ti bagni. E basta. Ah, se fosse accaduto nello stadio di quei cattivoni del calcio… Not bad.
Post scriptum – Per la finale i biglietti costano da 597 a 2.691 euro. Anzi, costavano. Esauriti. Il che significa che hanno ragione loro e che in ogni caso un pass per il Centrale domenica 17 maggio è un po’ come un diamante: per sempre.

fgh
