Se un indizio è un indizio, due sono una coincidenza e tre un prova, la super sfida dell’Olimpico tra Roma e Inter ha dato risposte importanti al campionato, oltre ad aver regalato un altro sabato di spettacolo livello Champions dopo quello di San Siro tra i nerazzurri e il Napoli. Un punto per uno, per una volta, è non solo la fotografia corretta dello svolgimento della partita ma anche un verdetto giusto che premia (e non mortifica) nessuna delle due squadre. Nessuno tra Gasperini e Chivu avrebbe meritato di andare alla sosta ruminando brutti pensieri dopo una sconfitta e così è stato.
I tre indizi che ormai sono una prova riguardano la follia dell’Inter di questo inizio di stagione, per la terza volta (quarta considerando anche la trasferta a Madrid) sotto di due gol e per la terza volta capace di non perdere. Può essere motivo di orgoglio, guardando il bicchiere mezzo pieno della risposta nella ripresa griffata dalla doppietta di Lautaro Martinez, ma anche e soprattutto ragione di riflessioni. I nerazzurri si rifiutano di difendere in alcuni momenti, le reti concesse a Koné (devastante) sono state in fotocopia: due superiorità numeriche concesse dentro l’area di rigore.
Sul doppio colpo del suo incursore francese, il migliore fino a quando le forze lo hanno sostenuto, Gasperini ha costruito un assoluto capolavoro. Il ritmo della sua Roma ha stroncato l’Inter, inaridito il palleggio, costretto a perdere quasi tutti i duelli in giro per il campo tanto che il doppio svantaggio all’intervallo è sembrato quasi un regalo per i campioni d’Italia. La Roma è da scudetto, se serviva una prova l’Olimpico l’ha fornita.
L’Inter è una macchina da guerra quasi perfetta, capace di ribaltare qualsiasi situazione negativa e trascinata da Lautaro Martinez la cui prestazione, nel giorno del saluto a Sandro Mazzola, ha avuto quasi il significato della tradizione dei grandi capitani che si moltiplica nel tempo. La fase difensiva, però, deve allarmare Chivu perché non sempre si può sopravvivere a choc così e i nerazzurri non hanno ancora assorbito l’addio di Acerbi che del reparto dietro era il leader tecnico ed emotivo.
La bella notizia per il calcio italiano è che Roma e Inter viaggiano a un ritmo europeo, quello che serve per competere con le grandi del Vecchio Continente. I giallorossi hanno impressionato fino a quando non sono calati, i nerazzurri nel complesso hanno reagito con intensità ammirevole. Sarà stato contento anche il ct Mancini in tribuna: se questo è il presente, ricostruire la nazionale sarà un po’ meno difficile.
