Le parole di Nole Djokovic hanno sempre un peso diverso rispetto a quelle degli altri tennisti soprattutto se pronunciate in un contesto come il Roland Garros. Il tennista serbo mercoledì è stato in campo più di quattro ore prima di riuscire a domare il francese Royer. Una sofferenza incredibile con temperature superiori ai 34 gradi. Il serbo è intervenuto sull’argomento anche alla luce del collasso che ha colpito il ceco Jakub Mensik che alla fine della sua partita contro l’argentino Mariano Navone è crollato a terra e non riusciva più a rialzarsi. Il ceco ha avuto la meglio al quinto set ma ha rischiato di mettere a dura prova anche la sua salute visto che dopo la vittoria è letteralmente collassato in campo, i paramedici sono dovuti correre sul campo per posizionarlo in una sedia a rotelle e per abbassare la sua temperatura corporea. Condizioni estreme e un’organizzazione che Mensik ha aspramente criticato dopo il match: “E’ una follia giocare con questo caldo, soprattutto quando sei completamente esposto al sole. Rimanere lì fuori per 4 ore è qualcosa di selvaggio. E nei break non c’è davvero la possibilità di rinfrescarti. Rispetto le regole ma ci vuole buon senso e il comportamento del giudice di sedia non mi è proprio piaciuto”.
L’attacco di Djokovic
Non meno duro Djokovic: “Non capisco davvero perché qui non ci sia una regola chiara per il caldo. Pensavo esistesse in tutti gli slam”, ha dichiarato. Poi Nole ha anche rivelato che le regole dovrebbero valere per tutti: “Se chiudi il tetto del Centrale mentre tutti gli altri continuano a giocare sotto il sole non è giusto. Anche se ovviamente per me sarebbe stato fantastico giocare al coperto in una giornata così calda”. E il serbo prova a dare anche la sua soluzione: “La sospensione di un match per il caldo non dovrebbe essere un problema: ci sono tanti campi, ci sono le luci, si possono riprogrammare gli incontri”.
La regola per lo stop
La Extreme Weather Policy nei tornei Slam determina entro quali limiti si può disputare un match e quando deve essere sospeso. A determinare questa decisione è il Wet-Bulb Globe, un indice che tiene in considerazione la temperatura dell’aria, l’umidità, l’esposizione al solo e al vento con un risultato finale che definisce lo stress termico sul corpo, e a Parigi questo indice è fissato sui 32,2°, superato questo il gioco verrà interrotto su tutti i campi. Se invece l’indice supera i 30,1° ai giocatori in campo sarà concesso un break di 10 minuti. Ma fino a questo momento al Roland Garros non è stato interrotto nessun match.