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Perché Inter-Napoli può già valere lo scudetto

Perché Inter-Napoli può già valere lo scudetto

La sfida di San Siro tra Inter e Napoli vale già una fetta importante di scudetto. Ecco come ci arrivano Chivu e Conte e perché il risultato condizionerà il campionato

Conte ha trascorso in silenzio la vigilia della sfida di San Siro. Chivu ha parlato per spiegare di non avere l’ossessione degli scontri diretti, malgrado fin qui gli siano andati quasi tutti male, e di non voler pensare a polemiche, arbitri, mercato e cose laterali al campo. Conte è rimasto zitto ma per lui ha parlato il suo dirigente, Manna, e hanno alimentato il coro tutti quelli intorno dopo il mezzo passo falso contro il Verona condizionato (parere di chi è stato mandato a parlare) da gravi errori arbitrali. Per inciso: il vertici dell’Aia hanno certificato come corrette le decisioni del Maradona.

In ogni caso, i due tecnici di Inter e Napoli sono arrivati in maniera diversa a un match che vale già una bella fetta di scudetto pur essendo stato collocato da un calendario birichino addirittura all’inizio del girone di ritorno. Sulla carta nulla può essere decisivo quando restano in palio altri 57 punti da qui all’assegnazione del titolo a maggio inoltrato. Nella realtà la sfida tra Inter e Napoli nel gelo di San Siro indirizzerà in maniera condizionante la volata per il tricolore.

Lo farà soprattutto se a vincere dovessero essere i nerazzurri. Il loro momento di forma è certamente migliore rispetto a quello dei campioni d’Italia, hanno messo assenze e solo una che ne intacca la formazione titolare (Dumfries) e negli ultimi tre mesi hanno corso a un ritmo superiore rispetto agli avversari. C’è un dato che fotografa una tendenza che va oltre al vantaggio di 4 lunghezze con cui le due squadre approcciano la partita: dal 25 ottobre scorso, giorno del successo del Napoli per 3-1 in una sfida piena di veleni, l’Inter ha fatto 7 punti in più rispetto ai rivali in 10 giornate.

Possono sembrare pochi o poco significativi, ma sono un trend consolidato. Se Chivu dovesse aggiungerci un successo nello scontro diretto, non solo spedirebbe conte a -7 ma gli rifilerebbe un colpo durissimo nelle motivazioni. Il blitz dei nerazzurri di Inzaghi nel 2023 al Maradona e la resistenza dei partenopei nel marzo scorso (1-1 di rimonta in extremis) sono stati due momenti che hanno rappresentato una sorta di passaggio di consegne tra campioni in carica e futuri vincitori: la vittoria dell’Inter a San Siro può avere lo stesso significato.

Vale anche allargando la panoramica a cosa dovrà succedere nel prossimo mese. Il calendario dell’Inter sembra costruito per una striscia di risultati positivi: Lecce e Pisa a San Siro, Udinese-Cremonese-Sassuolo in trasferta con in mezzo i due ultimi impegni di Champions League. Il Napoli, che non ha ancora la certezza dei playoff europei, ha la Juventus allo Stadium incastrata tra Copenaghen e il Chelsea.

E il Milan? Chi scrive ritiene che non sia da corsa scudetto e che la scialacquio di punti contro le provinciali (ne mancano 11 all’appello nel girone d’andata) lo confermi. Da qui a inizio febbraio Allegri avrà due volte il Como, trasferte contro Fiorentina, Roma e Bologna e il Lecce in casa. Se deve presentare credenziali da titolo dovrà andare oltre i suoi limiti, altrimenti sarà soltanto un duello tra Inter e Napoli.

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