Inizia con le Nuove Proposte la seconda serata del Festival dopo una giornata in cui più che di musica si è parlato del calo degli ascolti del Festival nella serata d’esordio. Al termine delle esibzioni dei 15 big, la classifica provvisoria (televoto e sala stampa radio) vede tra i primi cinque, rigorosamente non in ordine di preferenze, Tommaso Paradiso, LDA & AKA7, Nayt, Fedez & Masini e Ermal Meta
Nicolò Filippucci – Laguna
Parte piano e sale questa ballad molto classica e sinfonica a cui manca però “il gancio” che fa la differenza. Voto 5
Blind, El Ma & Soniko – Nei miei DM
Sale il ritmo con il pezzo di questo trio, un brano moderatamente dance molto orecchiabile che non brilla per originalità. Voto 5,5
Vince la prima semifinale delle Nuove Proposte Nicolò Filippucci.
Angelica Bove – Mattone
Si vola alto, per voce, interpretazione e qualità del pezzo e quando arriva il refrain ha già vinto. Sa emozionare e stare sul palco. Voto 7
Mazzariello – Manifestazione d’amore
Parte delicato poi aumenta il beat in chiave pop rock. Un pezzo allegro andante, decisamente migliore di molti brani dei big. Voto 6
Vince la seconda semifinale delle Nuove Proposte Angelica Bove
Chiusa la parentesi delle Nuove Proposte inizia la gara con i 15 big.
Patty Pravo – Opera
Un extraterrestre al Festival. Classe, personalità, carisma e un pezzo vibrante e sinfonico. La voce non è al massimo, ma poco importa perché le canzoni sono fatte anche di intensità. Una lezione di stile che arriva da lontano. Voto 7
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Fa un certo effetto vedere due giovani alle prese con pezzo così. Come dicevamo ieri c’è l’eco dei brani più movimentati di Gigi D’Alessio. Ma quella è un’altra storia. In ogni caso l’Ariston applaude con convinzione. Voto 5
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Buona l’interpretazione per un pezzo che appartiene a un’altra era della musica. Apprezzabile l’idea di una canzone d’autore senza refrain nel contesto del Festival. Voto 5,5
Tommaso Paradiso – I romantici
Al secondo ascolto live è più convincente questa ballad per la figlia. La canta a modo suo senza esagerare con l’enfasi. Ha un suo stile e lo onora con questa canzone che anche senza un ritornello travolgente può arrivare al podio. Voto 6
Elettra Lamborghini – Voilà
La seconda volta non cambia granchè: passi l’omaggio alla Carrà, ma il pezzo è davvero troppo. Voto 4
Ermal Meta – Stella stellina
L’atmosfera mediorientale del brano non è straordinaria, ma in un contesto di testi vuoti, o al massimo pieni a metà, un artista che parla di guerra e dei bambini vittime della guerra fa la differenza. Voto 6
Levante – Sei tu
Non è un un pezzo sanremese, per fortuna. Il livello di scrittura è altro rispetto alla media delle canzoni di quest’anno. Buona l’interpretazione: ricorda che cantare non è muoversi su una linea piatta. Voto 6,5
Bambole di Pezza – Resta con me
Come uniche rappresentanti rock ci si poteva aspettare un pezzo più potente e coraggioso. Resta con me è una ballatona in crescendo che però si attorciglia un po’ su se stessa. Voto 5,5
Chiello – Ti penso sempre
Reminiscenze di rock anni 90 a tinte pop. Un pezzo che passa e va senza scossoni nè emozioni. Voto 5
J-Ax – Italia starter pack
La versione country di J Ax ha se non altro il merito di mettere in moto un po’ di energia. Il pezzo non è memorabile ma la platea dell’Ariston apprezza e batte le mani. A volte serve «una brutta canzone che fa…» Voto 6
Nayt – Prima che
Diciamo che le contaminazioni tra pop e rap sono troppo inflazionate. Il pezzo è orecchiabile, ma a questo punto anche datato. Voto 5
Fulminacci – Stupida sfortuna
Un po’ di musica leggera fatta bene. Stupida fortuna resta in testa e ha tutto quel che serve per diventare un successo. Lui, sobrio, la interpreta con sicurezza e un po’ di malinconia. Voto 6,5
Fedez & Marco Masini – Male necessario
Una formula che potrebbe anche farli vincere. Masini si occupa della melodia, Fedez si dedica alla parte rap a modo suo con un po’ di riferimenti autobiografici. Niente di speciale, ma piace e piacerà anche nelle prossime settimane. Voto 5,5
Dargen D’Amico – Ai ai
Avrà vita lunga questa furbata ironica e irriverente. Dargen la interpreta con piglio da cabaret mentre la platea dell’Ariston si dimena sulle poltrone. Prossimamente su tutte le spiagge . Voto 5,5
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Un pezzo elenco che funziona già al primo ascolto. Sonorità elettropop, carica ipnotica e ironia. Potrebbe anche vincere il Festival. E, tutto sommato, non sarebbe un fastidio. Voto 6,5
