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Non solo Sinner e Antonelli: quali sono i 5 giovani italiani più promettenti nello sport

Non solo Sinner e Antonelli: quali sono i 5 giovani italiani più promettenti nello sport

Non esistono solamente Jannik e Kimi: chi sono i giovani italiani che possono riscrivere la storia dello sport azzurro

Jannik Sinner e Kimi Antonelli. Due nomi che chiunque conosce ormai, due simboli di un’Italia competitiva che non ha paura di niente, se non di perdere. Lo sport nel sangue, la testa vincente, il talento unito al duro lavoro. Ma il potenziale azzurro non si limita a loro due. Anzi, scavando appena un poco, ci si accorge di come quella sia solo la cosiddetta «punta dell’iceberg». No, esistono storie altrettanto affascinanti, altrettanto belle, potenzialmente altrettanto vincenti. Meno conosciute, certo, anche perché il tennis e la Formula 1 hanno una cassa di risonanza ben maggiore del rugby o della corsa. Eppure, ci sono cinque giovani atleti che stanno già riscrivendo la storia del proprio sport. E, più in generale, di quello italiano. Vale la pena ricordare anche loro.

Sara Curtis, il futuro del nuoto

Il padre è italiano, la madre nigeriana, ma lei è cresciuta a Savigliano. Sara Curtis, classe 2006, detiene il record italiano sui 50 e sui 100 metri stile libero. Ha scelto di studiare in America, alla Virginia University, perché il suo orizzonte è preciso: i Giochi di Los Angeles 2028. Velocissima in acqua, eclettica fuori. Una ragazza che sa esattamente dove vuole arrivare, e che ha già dimostrato di avere tutto quello che serve.

Kelly Douala, la velocista

Ha 16 anni e corre come se fosse costantemente in ritardo. Invece anticipa tutti. Kelly Doualla, nata a Pavia nel 2009 da genitori camerunensi, è campionessa europea Under 20 sui 100 metri piani e ha già riscritto tre primati italiani di categoria: 7″27 sui 60 metri indoor, 9″32 sugli 80 e 11″46 sui 100. Numeri che parlano da soli. La nazionale l’ha già convocata: dal 20 al 22 marzo parteciperà ai Mondiali. Un’atleta che, alla sua età, è già ben oltre il confine tra promessa e realtà concreta.

Giovanni Franzosi, la punta di diamante dello sci

Classe 2001, da Brescia con furore. Giovanni Franzoni ha vinto l‘argento olimpico nella discesa libera ai Giochi di Milano-Cortina 2026, risollevando lo sci azzurro maschile dopo anni in cui erano le donne a baciare medaglie e tenere alta la bandiera tricolore. Di sé ha dichiarato: «Sono testardo e pieno di dubbi». Una definizione molto personale che vale probabilmente più di tante biografie. La tenacia come carburante, il dubbio come bussola. Cadere, rialzarsi, ricominciare. È il segreto più intimo dello sport. Franzoni lo ha imparato a sue spese, e adesso è la punta di diamante dello sci italiano.

Tommaso Menoncello, il colosso del rugby

Lo chiamano spiritosamente «Paese», proprio come il paese in cui è cresciuto, vicino a Treviso. Tommaso Menoncello, nato nel 2002, è centro del Benetton e presto lo sarà dello Stade Toulousain, uno dei club più forti al mondo. Rappresenta il simbolo di un rugby italiano che torna a credere in sé stesso. La vittoria storica contro l’Inghilterra, in questo senso, può essere l’inizio di qualcosa di nuovo. E Menoncello, con la maglia azzurra, vuole essere tra quelli che quella storia gloriosa la scrivono. Da protagonisti.

Flora Tabanelli: l’equilibrio sopra tutto

A 18 anni, molti cercano ancora la propria strada. Alcuni non la trovano mai. Flora Tabanelli, invece, bolognese classe 2007, la sua l’ha trovata e già percorsa per un bel tratto. Nel freestyle ha conquistato un bronzo olimpico, una medaglia d’oro agli X Games, una Coppa del Mondo generale e una Coppa del Mondo di big air. Tutti insieme, questi risultati la rendono l’atleta italiana più vincente di sempre nella disciplina. A 18 anni. Una storia molto originale, la sua. Cresciuta in un rifugio sull’Appennino, senza televisione né smartphone, con il pianoforte e la matematica come compagni di strada. Un talento raro, costruito su una base sempre più rara: l’equilibrio.

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