Sono nati entrambi nel mese che l’Italia celebra come quello delle ferie, agosto, ma a cinque anni di distanza. Che non sono tanti in assoluto, ma di solito è difficile che si crei un’amicizia tra un quasi ventenne e uno che ne sta per compiere venticinque. Eppure lo sport ci regala il bellissimo rapporto tra Jannik Sinner, probabilmente lo sportivo italiano più famoso al mondo, e Kimi Antonelli, che al mondo sembra essersi affacciato da poco ma che con il trionfo sul circuito di Shanghai ha scritto una pagina di storia della Formula riportando dopo vent’anni un italiano sul gradino più alto del podio. Eppure i due hanno origini diverse anche se Sesto Pusteria e Bologna distano solo trecento chilometri. Jannik è nato tra le montagne delle Dolomiti e prima di scegliere il tennis era bravissimo anche sugli sci. Certo pensare che sulla neve potesse raggiungere i risultati ottenuti con la racchetta in mano è difficile da immaginare. Ma è nato sportivo, era bravo anche a calcio e soprattutto ha un fratello che è pazzo per la Formula 1. In occasione delle sue vittorie più importanti scherzando sull’assenza del fratello al fianco della famiglia ha raccontato che quando c’è da vedere un gran premio Mark rinuncia a qualsiasi altra cosa, anche ad assistere alla vittoria del fratello a Wimbledon.
Kimi nato sull’auto
Kimi Antonelli è invece un ragazzo di città e prima di lui a portare in alto il nome di Bologna nel mondo era stato Alberto Tomba, probabilmente il più grande sciatore italiano di tutti i tempi. Kimi è nato praticamente sulle auto: a due anni ha iniziato a guidare un kart, a cinque gareggiava sulla pista di Forlì e a nove guidava la Lamborghini sulle gambe del padre. La passione per i motori gliel’ha trasmessa il papà Andrea che domenica a Shanghai era la persona più felice del mondo per la prima vittoria di Kimi in Formula 1. Dalla mattina in Cina alla notte di Indian Wells Antonelli e Sinner hanno dato un’altra dimostrazione del grande talento italiano nello sport e alla dedica di Sinner è seguito il messaggio di Kimi su Instagram per l’impresa di Jannik. “È una giornata di festa per l’Italia. Sono un grande appassionato di Formula 1, ed avere un giovanissimo italiano, Kimi Antonelli, che porta l’Italia al vertice è un’emozione. Grazie Kimi, grazie F1″. Un concetto rimarcato poi: “Gli ho scritto, appena sveglio ho visto le fasi salienti del Gran Premio. Avere un pilota italiano così talentuoso, con l’età che ha, è bellissimo“. L’abbraccio qui è ideale, ma a Torino in occasione delle ATP Finals erano assieme, stretti in un sorriso da selfie a segnare l’avvento di una generazione di sportivi e sportive in grado di interpretare le istanze della Gen Z. E rimodulare anche le priorità per l’Italia che sta guadagnando sul fronte del resto dello sport, extra calcio. La passione per i motori di Sinner è nota. Quando al rientro dalla squalifica agli Internazionali di Roma gli fu chiesto che cosa avrebbe fatto se non avesse sfondato con il tennis, la risposta fu eloquente: avrebbe intrapreso la carriera in campo motoristico, da pilota.
