Diciassette giorni di Olimpiadi Invernali hanno cancellato tutti i dubbi sulla capacità e l’efficienza del sistema Italia. Il riconoscimento è arrivato a livello internazionale ed è stato poi certificato dalle parole del presidente del Cio Kirsty Coventry che ha ringraziato l’Italia per le emozioni che ha regalato al mondo. Non solo le bellezze del nostro paese, ma l’organizzazione di un evento complicatissimo e per la prima volta “diffuso”. L’Italia è tornata al centro del palcoscenico, il lavoro del governo e del presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò ci spinge adesso verso un altro traguardo. Abbiamo dimostrato di saper organizzare grandi eventi, adesso guardiamo avanti e la data è quella del 2040 per le Olimpiadi estive a Roma. Sarebbero ottanta anni dall’Olimpiade che cambiò l’Italia, quella del 1960 e i tempi per lavorare sulla candidatura ci sono tutti.
Il Coni e il governo
Malagò nella conferenza stampa che ha chiuso le Olimpiadi di Milano Cortina ha frenato, ma il tema è sul tavolo. Il ministro dello Sport Andrea Abodi si è lasciato sfuggire: “Non c’è necessariamente bisogno di un annuncio per una candidatura vincente, che è possibile”. Piccoli segnali che vanno nella stessa direzione, come le parole del presidente del Coni Buonfiglio: “A Roma c’è una percentuale di impianti già realizzata, credo che il nostro paese meriti un’altra Olimpiade perchè una ci è stata già scippata”. Il riferimento è a Roma 2024, ipotesi bocciata dalla ex sindaca di Roma Raggi e che Malagò non ha ancora digerito: “Un po’ di cicatrice è bene che rimanga”. Dunque avanti piano: il Cio ha già assegnato le Olimpiadi per il 2028 (Los Angeles) e 2032 (Brisbane). Sul 2040 non si è ancora ragionato e qualche ragionamento in più si farà dopo le ParaOlimpiadi quando Malagò svelerà i suoi programmi futuri. Tra le ipotesi c’è anche una possibile candidatura dell’ex presidente del Coni a sindaco di Roma con il centrodestra. Il successo di Milano Cortina 2026 ha risvegliato la voglia di grandi eventi, anche Luca Zaia, ex governatore del Veneto e grande sostenitore dell’Olimpiade diffusa, ci sta pensando. Addirittura nel 2036 a Venezia, forse troppo presto. Milano Cortina 2026 è appena finita, ma una nuova partita a cinque cerchi con l’Italia al centro del mondo è già iniziata.
