Lautaro Martinez con la maglia numero 23 di Barella. O con uno scudetto sul petto che assomiglia molto poco a quello cucito per aver conquistato il campionato. O, ancora, con uno stemma all’altezza del cuore che non ricorda per nulla quello del club e poi sponsor incomprensibili anche per il più accanito dei tifosi nerazzurri. Il collezionista di maglie e di prodotti, fisici se c’è da recarsi in uno store, o virtuali se si tratta di contenuti da veicolare nella Rete.
Un giorno l’Intelligenza Artificiale ci seppellirà tutti, in particolar modo i cosiddetti creativi, ma quel giorno non è oggi. Il video pubblicato dall’Inter sui propri account social per celebrare la scalata di Lautaro Martinez sul podio dei marcatori di sempre in maglia interista ne è la prova. Pensato, male, e costruito peggio sulla falsariga dei tanti che spopolano tra le varie piattaforme, creato con l’IA dando vita a foto e immagini e legandole con un filo unico in un racconto che dovrebbe essere emozionale prima di tutto ma che nel caso di un capitolo storico di un grande club di calcio ha ottenuto l’effetto opposto.
Le gaffe e gli errori non sono passati inosservati alla community interista. Del resto la Rete non perdona, prima regola da mandare a memoria per chi se ne occupa professionalmente. Così è montata la protesta sui social per quelle sbavature troppo evidenti per non destare perplessità, anche perché nel corso degli anni l’Inter si è costruita una solida reputazione come società all’avanguardia creativa e tecnologica nella sua comunicazione online.
Inter Media House è stata e, fino a prova contraria, è ancora un fiore all’occhiello oltre che piattaforma di lancio per spingere la crescita del brand e attivare ricavi da aree differenti rispetto a quella sportiva, dei diritti tv e del ticketing. E’ il presente, non solo il futuro. A inizio 2026 Oaktree ha voluto ridisegnare il settore dedicato ai contenuti cambiando guida e strategie. Il tempo dirà con quali risultati.
La prima prova non è stata apprezzata, eufemismo. Anche perché si trattava di fissare nella memoria un momento storico come la celebrazione di un giocatore che è il capitano della squadra, sta legando la sua presenza a una fase felice per la squadra e in un’epoca di calciatori banderuola impersona il ruolo della bandiera, sempre più raro. Meglio usare la testa e la creatività, insomma, piuttosto che rifugiarsi nell’IA magari per risparmiare qualche migliaio di euro.
