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Garlasco, possibile svolta nelle indagini: ecco cosa incastra Sempio

Garlasco, possibile svolta nelle indagini: ecco cosa incastra Sempio

Garlasco, nuove carte della Procura di Pavia su Andrea Sempio. File segreti e accessi al pc di Chiara Poggi: emerge un movente inedito

Nel fascicolo della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, c’è una pagina intera coperta da omissis che potrebbe raccontare più di mille deposizioni. Per la prima volta dall’inizio delle indagini su Andrea Sempio, sospettato dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, i magistrati guidati da Fabio Napoleone e dal procuratore aggiunto Stefano Civardi lasciano intravedere due direzioni investigative che potrebbero riscrivere la storia giudiziaria del caso.

Gli elementi contro Sempio

Il primo dato è nella sostanza delle contestazioni: a carico di Sempio i pm hanno raccolto elementi ben più ampi di quelli già emersi pubblicamente. Tutti portano verso il computer di Chiara Poggi e agli accessi che Andrea avrebbe effettuato all’insaputa di Marco, fratello della vittima e suo amico. Gli omissis, contenuti nelle «Deduzioni del pubblico ministero» depositate per opporsi alla richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Sempio, occupano un’intera pagina. Riguardano file conservati nel pc indicato come «Pcfissochiara», cui avevano accesso sia la ragazza che il fratello e gli amici di quest’ultimo.

Tre mesi prima di essere uccisa, Chiara si accorse delle intrusioni e criptò la cartella «Albert», quella che custodiva i video intimi con il fidanzato Alberto Stasi. I pm scrivono: «provveda il consulente a redigere storico eventi (creazione, modifica, visualizzazione, importazione, esportazione, cancellazione) dei seguenti file presenti su Pcfissochiara». Poi, il vuoto testuale degli omissis. Ciò che viene taciuto potrebbe custodire il movente: Sempio avrebbe spiato contenuti erotici, scoprendo dettagli che lo avrebbero esposto a conseguenze devastanti se Chiara lo avesse denunciato.

La possibile revisione di Stasi

Ma è il secondo elemento a cambiare la prospettiva dell’intera vicenda. La Procura ha dato incarico al consulente tecnico Paolo Dal Checco di esaminare anche il computer di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata. L’incarico è circoscritto ma eloquente: ricostruire cronologicamente tutte le attività registrate dal pc di Stasi dalle 21 del 12 agosto 2007 (la sera prima del delitto) in poi, con particolare attenzione alla cartella «Alberto\documenti\immagini\militare\nuova cartella». Si tratta della raccolta di foto pornografiche che Chiara potrebbe avere scoperto durante un’assenza del fidanzato, innescando una lite fatale secondo l’accusa che portò alla condanna di Stasi.

La doppia indagine a Garlasco

Perché tornare su quel computer, se Stasi è già stato condannato in via definitiva? L’unica risposta plausibile è che la Procura stia preparando il terreno per una richiesta di revisione della condanna. L’obiettivo sarebbe escludere che Chiara abbia davvero visto qualcosa di sconvolgente, smontando così il movente attribuito a Stasi e spostando l’attenzione su Sempio. Si tratta di una mossa rara, quasi inedita: una Procura che indaga su un sospettato nuovo e parallelamente costruisce un’indagine difensiva a favore di un condannato definitivo.

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