Da Trapani al Bologna, con vista su Napoli e sulla panchina che è stata di Antonio Conte. Il sorpasso che Vincenzo Italiano ha effettuato nel casting di De Laurentiis per il ruolo di nuovo tecnico dei partenopei non deve sorprendere e non solo perché Italiano e il patron del Napoli si sono piaciuti e inseguiti a lungo, anche prima di questa torrida primavera in cui si stanno muovendo quasi tutte le panchine della borghesia del calcio italiano.
Non era un mistero quanto ADL apprezzasse le qualità dell’allenatore che ha restituito al Bologna la gioia di alzare al cielo un trofeo, la Coppa Italia del 2025, dopo aver sfiorato l’impresa con la Fiorentina delle tre finali perse, non senza rimpianti. Dunque, non deve essere così inatteso che nel giro d’orizzonte post Conte il Napoli si sia di nuovo interessato a lui. La novità, semmai, è che il buon finale di campionato del Bologna, che non ha sbragato ma ha chiuso con un dignitoso ottavo posto, alla fine ha pesato nel confronto con il fallimento che ha travolto il Milan e Max Allegri. Uno, Italiano, con l’immagine del tecnico indenne da grossi capitomboli e l’altro, Allegri, con appiccicato addosso lo stigma della mancata qualificazione alla Champions League dei rossoneri con successivo licenziamento deciso da Cardinale.
A meno di ribaltoni, insomma, l’epilogo del campionato può aver fatto la differenza e avvicinato la panchina del Napoli a Italiano. Il quale, oltre a far giocare un buon calcio alle sue squadre e ad avere idee tattiche che non necessitano di rivoluzione nella rosa partenopea, ha anche un enorme vantaggio a livello di immagine perché è uno dei pochi allenatori a poter dire di non aver mai bucato una stagione nel corso della sua carriera.
Dal Trapani, portato dalla Serie C alla Serie B e lì lasciato, alla Coppa Italia del Bologna raccolto dalla pesante eredità di Thiago Motta passando per Spezia e Fiorentina. Italiano ha fatto bene ovunque, non solo alla guida dei felsinei. In Liguria, ad esempio, è stato l’artefice della storica promozione in Serie A arrivata al primo colpo e consolidata con una salvezza tranquilla. Alla Fiorentina è arrivato alle due finali di Conference League, perse entrambe ma risultato storico per la piazza viola, e a quella di Coppa Italia contro l’Inter di Simone Inzaghi.
E’ stato accusato di essere un perdente di successo, fama smentita conquistando la Coppa Italia alla guida del Bologna, ma gli stessi che lo hanno discusso ne hanno percepito chiara la mancanza una volta che se n’è andato. Anche l’ultimo Bologna, che pure è rimasto fuori dall’Europa, è stato un progetto che è cresciuto con il passare dei mesi. La candidatura forte di Italiano alla panchina del Napoli non deve, insomma, sorprendere.
Se Allegri porta in eredità il curriculum di gestore di successo, macchiato solo da un paio di cadute nel corso della carriera, per Italiano la descrizione corretta è quella dell’artigiano di qualità capace di far rendere il materiale messo a disposizione. Per De Laurentiis, che ha bisogno di abbassare la pressione di investimenti e ingaggi dopo il biennio di Conte, la strada giusta per dare continuità a un Napoli competitivo. Italiano deve liberarsi dal Bologna, club con il quale è sotto contratto. Non sarà impossibile, ma nemmeno scontato. L’incontro romano con il presidente del Napoli ha fatto uscire le parti allo scoperto.
