Diciannove anni non sono bastati a chiudere Garlasco. E vedremo quanto tempo ancora sarà necessario, perché il caso dell’omicidio di Chiara Poggi – avvenuto il 13 agosto 2007 in quella villetta di via Pascoli che l’Italia intera ha imparato a conoscere come un’icona della propria inquietudine giudiziaria – ha trovato una seconda vita nelle aule della procura di Pavia, con un nuovo indagato, Andrea Sempio, e una nuova inchiesta che si è chiusa dopo poco più di un anno puntando il dito in direzione opposta alla sentenza definitiva della Cassazione del 2015.
Eppure, la famiglia Poggi non ha dubbi: il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi è Alberto Stasi, condannato dalla Cassazione nel 2015 a 16 anni di reclusione. A ribadirlo, con fermezza, è l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei genitori della vittima: “Umanamente, hanno perso una figlia e quello è il dramma che vivono e vivranno per la loro vita. Sanno che è colpevole Stasi e che, in qualche modo, si vuole cercare di togliergli questo ruolo. Direi che la situazione è unica, forse, nel panorama giudiziario italiano”.
Sempio “non ha attinenza con il delitto”
Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello Marco Poggi, è per i legali della famiglia “una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto”. Eppure, la procura di Pavia – che ha chiuso la nuova inchiesta dopo poco più di un anno – lo ritiene il colpevole. I pm sarebbero convinti di aver individuato anche il movente: Sempio, allora 19enne, sarebbe stato respinto dopo un’avance, e si sarebbe successivamente autoincriminato con frasi sconnesse catturate da una microspia installata nella sua automobile.
Cosa ne pensano i legali di Marco Poggi
L’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, contesta la solidità di queste prove. “Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti”, afferma. “Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell’indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio”. Compagna ricorre a un’immagine cinematografica: “Parliamo di un ragazzo che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show“.
Il legale elenca poi gli elementi che, a suo avviso, rendono granitica la condanna di Stasi: “Il falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, l’occultamento della bici nera da donna vista da due testimoni quella mattina, lo spostamento dei pedali col Dna su un’altra bici, le Frau 42, le impronte sul dispenser del lavandino. Tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato”.
Marco Poggi testimone del delitto di Garlasco
Marco Poggi è stato ascoltato tre volte come testimone nelle nuove indagini – l’ultima audizione si è svolta ieri. Ha sempre sostenuto che Sempio “non può essere stato” il responsabile della morte della sorella, precisando di non aver “mai visto con Andrea” i video intimi di Chiara e Stasi. Secondo quanto riportato dai profili social del Tg1, nelle carte dell’inchiesta i carabinieri descrivono il fratello della vittima come “ostile” e impegnato in una “costante difesa d’ufficio” di Sempio. Marco Poggi ha risposto nell’interrogatorio del 20 maggio 2025: “Capisco che fate il vostro lavoro, però in questa situazione mi state influenzando”.
Il nodo della revisione processuale di Garlasco
Il quadro giudiziario resta comunque molto intricato. La procura di Pavia, prima di chiedere il rinvio a giudizio per Sempio, dovrà verosimilmente attendere la conclusione dell’iter per la revisione del processo Stasi: non sarebbe possibile portare davanti a un giudice dell’udienza preliminare un presunto colpevole mentre esiste un giudicato definitivo su un altro condannato per lo stesso delitto. I legali sottolineano che la sequenza corretta sarebbe stata prima la revisione, e poi – eventualmente – una nuova inchiesta.
