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Malagò a rischio, ecco cosa contiene il parere dei saggi del Coni

Malagò a rischio, ecco cosa contiene il parere dei saggi del Coni
Giovanni Malagò (Getty Images)

Dopo la fine della sosta della nazionale il nodo sull’incandidabilità del presidente Figc arriverà al pettine. Sul tavolo di Buonfiglio le indicazioni degli esperti di diritto che lo devono aiutare a decidere.

Il conto alla rovescia è quasi terminato e una volta chiusa la parentesi della nazionale, ultimo impegno lunedì 5 ottobre a Bologna con la Turchia, la partita intorno alla presidenza di Giovanni Malagò in Figc potrà giocarsi. Tutto porta verso un verdetto sfavorevole all’ex numero uno dello sport italiano, anche se le variabili sono molte e i giochi non sono chiusi. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha rivendicato pubblicamente l’autonomia dello sport in questo passaggio rispetto ad ogni forma di pressione: frasi che possono essere interpretate in entrambi i modi, visto che intorno all’affaire Malagò le tensioni sono diffuse.

La politica punta dritta al commissariamento della Figc, operazione non riuscita a marzo dopo la terza mancata qualificazione al Mondiale e le dimissioni di Gravina. La Uefa si è palesata attraverso il presidente Aleksandr Ceferin ricordando a tutti che l’Italia rischia di perdere l’Europeo del 2032 assegnato a noi insieme alla Turchia che potrebbe senza problemi fare anche da sola, a differenza del movimento italiano che sta arrancando nel presentare una lista di stadi (5 più riserva) a posto con tutti i criteri chiesti da Nyon.

In attesa del verdetto, la novità è che nei primi pareri dei quattro saggi sollecitati da Buonfiglio per esprimersi sulla questione del mancato tesseramento di Malagò al momento dell’elezione il 22 giugno scorso – secondo le indiscrezioni – la linea che prevale è quella avversa allo stesso Malagò. Quella tessera era requisito fondamentale, non superabile nemmeno dall’essere stato candidato da diverse componenti del mondo del calcio e nemmeno dall’elezione con il 68% dei consensi.

Il quadro non è definitivo e, soprattutto, al di là del parere degli esperti ci dovrà essere una maggioranza nella Giunta del Coni che voti per il commissariamento. Qui Malagò, che è stato a capo del Coni per dieci anni, gode ancora di credito e appoggi e la conta presenta incertezze. L’unica cosa chiara è che la questione sarà prioritaria al termine della sosta della nazionale e che Buonfiglio potrebbe anche scegliere di togliersi d’impaccio facendo cadere Malagò, prendendo su di sé il ruolo di commissario per indire subito nuove elezioni e lasciare al mondo del calcio che si autodetermini.

Magari anche rieleggendo Malagò, al quale non è stato mosso alcun appunto disciplinare (l’errore non è suo ma degli uffici della Federcalcio che non hanno segnalato l’anomalia) ma che deve riconquistare la fiducia di parte delle componenti perché nei primi tre mesi di mandato ha scontentato tanti facendo di testa sua. La Lega Serie A se n’è lamentata anche pubblicamente e però in via ufficiale continua a sostenere che Malagò non debba essere fatto decadere.

Chi sono i quattro saggi scelti dal presidente del Coni

I quattro profili coinvolti dal presidente del Coni per esprimere un parere, non vincolante, sulla questione del mancato tesseramento di Malagò sono profili di altissimo livello. Per questo i documenti inviati al Coni andranno letti fin nelle pieghe perché potranno orientare i pensieri dei componenti la Giunta esecutiva, chiamati a votare sulla decadenza dell’attuale numero uno della Figc e sull’eventuale commissariamento della federazione.

Si tratta di Franco Scoca, ormai ultranovantenne, considerato un punto di riferimento assoluto per il diritto amministrativo in Italia. Con lui Massimo Coccia, vicecommissario della Figc nel 2006 dopo lo tsunami di Calciopoli e arbitro del Tas di Losanna, noto per la profonda conoscenza in materia di diritto sportivo. Luigi Medugno è stato, invece, per anni il riferimento della Figc per le questioni legali prima che il suo ruolo venisse presso da Viglione, oggi braccio destro della presidenza della Federcalcio. Chiude Alberto Angeletti che nella sua vita professionale ha avuto spesso a che fare con vicende relative al Coni.

Una squadra di professionisti che per profilo, storia personale e credibilità non potrà non orientare il parere definitivo della Giunta del Coni. E’ quello che Buonfiglio ha voluto per cercare di ancorare la decisione finale, qualunque essa sia, a una solida base giuridico amministrativa così da reggere i prevedibili scossoni degli scontenti: un ricorso di Malagò in caso di commissariamento o il malumore del Governo qualora dovesse arrivare un via libera alla permanenza dell’attuale presidente della Figc.

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