Non una vera e propria rivoluzione, ma una serie di cambiamenti che modificheranno le abitudini di calciatori e tifosi. L’Ifab, organismo che ha il potere di intervenire sulle norme del gioco del pallone, è pronto a una serie di interventi regolamenti che dalla prossima stagione renderanno più rapido il ritmo delle partite riducendo interruzioni e perdite di tempo. Almeno nell’intenzione di compone il panel che una volta all’anno si occupano di emendare e riscrivere le 17 regole del gioco del calcio.
Accadrà a marzo e avrà impatto dal prossimo 1° luglio, ma la strada è stata tracciata nella riunione dell’assemblea che ha il compito di indicare ai saggi come intervenire. Cosa accadrà? Prima di tutto verrà istituito una sorta di conto alla rovescia in occasione di rinvii dal fondo o rimesse da bordo campo. Basta finte e tempi che si dilatano. Il modello è quello degli 8 secondi che dal 2025 vengono concessi ai portieri per spossessarsi del pallone, pena la concessione di un calcio d’angolo alla squadra che attacca. Esperimento considerato riuscito e, dunque, sul punto di essere allargato ad altre fattispecie.
Novità anche per i calciatori infortunati che vengono soccorsi in campo. La sensazione del legislatore è che troppo spesso si tratti di una tattica per prendere tempo: con la modifica del regolamento dovranno abbandonare il terreno di gioco e restarvi per un periodo temporale definito che sarà indicato una volta ripreso il gioco. L’idea è di inserire un deterrente per le tattiche dilatorie.
La vera svolta, però, avverrà sull’estensione del protocollo Var. L’assemblea dell’Ifab ha, infatti, raccomandato che gli arbitri al monitor si attivino anche in occasione delle espulsioni per somma di ammonizione andando a verificare la correttezza del secondo giallo. E il Var potrà pronunciarsi, purché lo faccia nell’immediatezza, anche qualora un corner sia stato assegnato erroneamente riportando la situazione a una soluzione corretta.
Nulla di definitivo, infine, sul fuorigioco. Il dibattito su tornare alla luce o restare all’attuale norma è aperto e vede molti addetti ai lavori, soprattutto allenatori, preoccupati che concedere un vantaggio di almeno un metro agli attaccanti finisca col convincere le squadre a tornare a difendere col blocco basso. Favorevoli e contrari si dividono e per ora all’Ifab è stato raccomandato di proseguire con le sperimentazioni senza prendere una decisione definitiva.
