Tutte le leghe top d’Europa con l’eccezione della Ligue1 francese. Un muro compatto e alto per mandare un segnale preciso non solo a Gianni Infantino, ormai sfiduciato apertamente dal calcio del Vecchio Continente in vista della corsa elettorale del marzo 2027, ma anche agli altri candidati che vorranno scendere in campo per concretizzare il preavviso di sfratto all’attuale numero uno della Fifa. Premier League, Liga, Bundesliga e Serie A hanno firmato un documento congiunto per chiedere la riforma della governance del pallone mondiale.
Un passo in più rispetto alla semplice mozione di sfiducia nei confronti di Infantino perché il messaggio è rivolto anche a chi si muoverà per prenderne il posto e, secondo il motore economico del movimento, dovrà mettere mano fin dal programma e poi nei primi cento giorni di mandato a una riforma “essenziale per ripristinare chiari confini costituzionali all’interno della FIFA, compresa la fiducia che le singole questioni disciplinari rimangano dimostrabilmente al riparo da interferenze politiche”. Riferimento nemmeno troppo velato allo scandalo della squalifica congelata all’attaccante statunitense Balogun su pressione della Casa Bianca.
“La questione più ampia è se il presidente della Fifa debba esercitare simultaneamente un tale potere regolamentare, commerciale e politico senza efficaci meccanismi di controllo ed equilibrio, incluso il consenso delle parti interessate” è il cuore del documento congiunto. La risposta è, ovviamente, negativa e per questo – scrivono Premier League, Liga, Bundesliga e Serie A – se la Fifa vuole continuare a organizzare competizioni “deve anche neutralizzare l’intrinseco conflitto di interessi attraverso regole e criteri trasparenti, oggettivi, non discriminatori e proporzionati, adottati in modo inclusivo e soggetti a un’efficace revisione indipendente”.
Cambiare subito, è il monito. Come? Prima di tutto creando un “organismo permanente che rappresenti le principali parti interessate, tra cui federazioni nazionali, leghe, club e giocatori di tutto il calcio maschile e femminile”. Secondariamente, ogni proposta “deve partire da una motivazione chiaramente definita, supportata da prove e da una valutazione indipendente, pubblicata prima di qualsiasi decisione”.
Infine, “il ruolo della Fifa come organismo di regolamentazione e tutela del gioco deve essere protetto dalla sua funzione commerciale, in quanto organizzatore di competizioni globali, attraverso solide garanzie istituzionali che preservino la fiducia, la legittimità e la responsabilità”. Tutto da scrivere nel programma e poi iniziare a realizzare come priorità nei cento giorni che seguiranno l’assemblea elettiva di marzo 2027. Dove Infantino punta a presentarsi cercando di sovvertire l’attuale situazione di inferiorità nei confronti del blocco formato da Europa e Nord/Centro America, con appoggi anche in Asia.
