Il caso della scomparsa di Nancy Guthrie è diventato uno dei gialli più seguiti negli Stati Uniti in questo inizio 2026, non soltanto per gli elementi inquietanti emersi fin dalle prime ore, ma anche per l’esposizione mediatica inevitabile legata alla notorietà della figlia, la storica anchor della NBC Savannah Guthrie.
La donna, 84 anni, è sparita dalla sua abitazione di Tucson nella notte tra il 30 e il 31 gennaio. Le ultime tracce riconducono tutte all’interno e all’esterno della casa: il videocitofono improvvisamente disattivato, il sistema di sicurezza che rileva una presenza notturna e, alle 2:28, la perdita di connessione del pacemaker con l’applicazione di controllo installata sul cellulare, rimasto nell’abitazione insieme all’orologio digitale, al portafoglio, all’apparecchio acustico e ai medicinali salvavita per il cuore e la pressione, senza i quali – ha spiegato la figlia – la sua vita sarebbe seriamente a rischio.
Sulla veranda sono stati trovati schizzi di sangue che le analisi del Dna hanno poi attribuito con certezza a Nancy Guthrie, mentre lo sceriffo della Pima County ha confermato la presenza di segni di violenza all’interno dell’abitazione, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sulle eventuali colluttazioni o sulla quantità di sangue rinvenuta.
Le immagini del sospetto armato diffuse dall’FBI
Nel tentativo di imprimere una svolta alle indagini, il direttore dell’Federal Bureau of Investigation, Kash Patel, ha pubblicato su X quattro immagini in bianco e nero che mostrano un uomo mascherato, con guanti e zaino in spalla, davanti all’abitazione della donna la mattina della scomparsa.
Secondo quanto dichiarato da Patel, l’uomo sarebbe armato e le immagini – recuperate grazie a nuove acquisizioni tecniche – mostrerebbero una persona apparentemente intenta a manomettere la telecamera posta alla porta d’ingresso, coprendola con piante prese dal giardino. Le fotografie hanno portato al fermo di un individuo trovato in possesso di un Suv grigio, la cui auto e abitazione sono state perquisite durante la notte, ma l’uomo è stato successivamente rilasciato senza che venisse formalizzata alcuna accusa, avendo negato qualsiasi coinvolgimento o conoscenza della famiglia Guthrie.
Le autorità non hanno chiarito se il fermo sia direttamente collegato alle immagini diffuse, mentre l’FBI continua a esaminare i filmati delle telecamere di sicurezza della zona, chiedendo ai residenti di consegnare eventuali registrazioni utili.
La cena prima della scomparsa e la ricostruzione delle ultime ore
La sera del 30 gennaio Nancy Guthrie aveva trascorso del tempo con la figlia maggiore Annie e il genero Tommaso Cioni, insegnante di biologia originario di San Giovanni Valdarno, rientrando successivamente nella propria abitazione. Tra gli elementi verificati dagli investigatori figura anche la cena consumata nella zona, con accertamenti che hanno incluso locali come “Arancia Meccanica”, nel tentativo di ricostruire con precisione ogni spostamento e ogni possibile contatto avvenuto nelle ore precedenti alla sparizione.
Durante la notte il sistema di sicurezza registra un’anomalia, il videocitofono smette di funzionare e poche ore più tardi il pacemaker perde la connessione con il telefono. La mattina successiva, quando Nancy non si presenta in chiesa come faceva abitualmente ogni domenica, un amico allerta la polizia, facendo scattare un’indagine che si estende rapidamente alla casa della figlia, alle aree circostanti, alla fossa biologica e ai cortili dei vicini, dove gli agenti sono stati visti rovistare tra cespugli e giardini alla ricerca di indizi.
Le false richieste di riscatto e gli appelli pubblici
Parallelamente alle ricerche sul campo, il caso ha assunto una dimensione mediatica nazionale. Savannah Guthrie e i fratelli Annie e Camron hanno diffuso un video sui social dichiarando la disponibilità della famiglia a trattare per un eventuale riscatto, mentre l’FBI ha offerto una ricompensa di 50 mila dollari per informazioni utili.
Sono arrivate diverse richieste di denaro, tra cui una che chiedeva sei milioni di dollari in bitcoin e che sarebbe stata recapitata tramite il sito TMZ e una rete televisiva locale; le autorità hanno però stabilito che si trattava di tentativi di truffa privi di elementi concreti e non credibili.
Nel frattempo è scaduto anche il secondo ultimatum che presunti rapitori avrebbero fatto pervenire alla famiglia, senza che si registrassero sviluppi verificabili. In un nuovo appello pubblico, Savannah Guthrie ha parlato di un momento di “grande disperazione”, ribadendo la convinzione che la madre possa essere ancora viva.
Chi è Nancy Guthrie
Per oltre un decennio i telespettatori del programma Today hanno conosciuto Nancy Guthrie attraverso i racconti affettuosi della figlia, che l’ha spesso descritta come una donna integra, leale e profondamente credente, capace di affrontare prove personali drammatiche con tenacia e senza autocommiserazione.
Rimasta vedova quando Savannah aveva appena 16 anni, dopo la morte improvvisa del marito per infarto, Nancy aveva tenuto unita la famiglia in uno dei momenti più difficili, trasformando il trauma in coesione e responsabilità condivisa. Negli anni era apparsa occasionalmente in studio, partecipando a segmenti leggeri o sorprendendo la figlia durante trasmissioni speciali, diventando per il pubblico un volto familiare, discreto ma riconoscibile.
L’appello finale di Savannah Guthrie: “Crediamo che mamma sia ancora viva, riportatela a casa”
A chiudere questi giorni sospesi, segnati da indizi frammentari e da una pressione mediatica crescente, è stato un appello diretto, semplice, quasi spoglio nella sua forza emotiva.
Da New York, dove conduce il programma Today, Savannah Guthrie ha rilanciato sui propri profili social le immagini diffuse dall’Federal Bureau of Investigation che mostrano il sospetto mascherato e armato mentre manomette la telecamera di sorveglianza davanti alla casa della madre a Tucson.
Il messaggio che accompagna le fotografie è breve e privo di retorica: “Crediamo che sia ancora viva. Riportatela a casa”.
In una vicenda che alterna dettagli tecnici – pacemaker disconnessi, videocamere coperte, tracce di sangue analizzate – e improvvisi scarti emotivi, l’intervento pubblico dell’anchor restituisce al caso la sua dimensione più umana, quella di una figlia che chiede risposte e che continua a dichiarare, senza esitazioni, la convinzione che Nancy Guthrie sia ancora viva.
Mentre le indagini proseguono e le autorità mantengono aperte tutte le piste, resta sospesa proprio questa frase, che sintetizza la linea della famiglia: la speranza non è archiviata, e la richiesta è una sola, chiara e ripetuta davanti a milioni di spettatori.
