Un’altra giornata speciale per Kimi Antonelli e la Mercedes. Dopo la vittoria di Shanghai il diciannovenne bolognese fa il bis sul circuito di Suzuka in GIappone e con il successo conquista anche la leadership del Mondiale di Formula 1. Nel 1953 era stato Ascari l’ultimo italiano a vincere due volte consecutivamente un gran premio di Formula 1 e adesso c’è questo ragazzo con la faccia simpatica e i riccioli neri che ha reso bellissima la mattina di quegli italiani che si sono svegliati per seguire il gran premio. Mai la Formula 1 aveva avuto un leader così giovane. Bravo e fortunato Kimi che ha beneficiato della Safety Car per l’incidente di Bearman quando Russell e Piastri avevano appena fatto il pit stop e lui è balzato al comando. Ma poi si è meritato il successo che lo proietta al comando del Mondiale piloti. Sul podio con lui la McLaren dell’australiano e la Ferrari di uno stoico Leclerc capace di resistere nel finale agli attacchi di Russell. Alle loro spalle l’altra McLaren di Norris che proprio negli ultimi giri ha passato Hamilton che per un tratto è stato terzo prima di un parziale crollo finale. Completano la top ten l’Alpine di Gasly che resiste nel finale al ritorno di Verstappen mestamente 8° davanti a Lawson.
La gara
Antonelli parte male per problemi alla frizione e si ritrova addirittura sesto mentre Piastri va in testa davanti a Leclerc, Norris e Russell. Ma poi le Mercedes ci mettono poco a riprendere il loro passo e a dimostrare la loro superiorità: Kimi passa Hamilton, Russell fa lo stesso con Norris e Leclerc. Le frecce d’argento nel rettilineo non hanno rivali, ma la strategia stavolta sul cambio gomme è attendista, anticipata invece da Norris e Leclerc. Al giro 28 l’incidente di Bearman rimescola le carte: Antonelli a quel punto va via e diventa imprendibile, mentre dietro di lui Russell non ha lo stesso passo e deve accontentarsi del quarto posto dietro a PIastri e Leclerc. Il monegasco passa l’inglese a tre giri dalla fine e poi resiste stoicamente riuscendo a conquistare il gradino più basso del podio.

