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Kimi Antonelli, il predestinato: dal legame con Toto Wolff all’idolo Ayrton Senna

Kimi Antonelli, il predestinato: dal legame con Toto Wolff all’idolo Ayrton Senna

Da Zandvoort al trionfo Mercedes: Antonelli vince in Cina nel segno di Senna. È il primo italiano a riuscirci dopo 20 anni. Tutti i record

È il 2022 e a Zandvoort, in Olanda, si decidono le sorti del mondiale di Formula 4. Kimi Antonelli balla sul bagnato, ricordando (in piccolo) la leggenda di Ayrton Senna, il suo idolo. In soli tre giri, da ottavo, è primo. A sedici anni, va al doppio degli altri, e si esalta nella pioggia fittissima. Come Ayrton a Donington nel 1993 quando, durante il primo giro, passava gli altri come se andassero al rallentatore. È lì che Toto Wolff se ne innamora. È lì che decide di prenderlo sotto la sua ala (o meglio, il suo alettone), facendolo approdare direttamente in Formula 2 senza passare dalla F3.

Un rapporto speciale, quello fra Toto e Kimi. Simile al rapporto fra padre e figlio. Toto ha visto qualcosa in lui, su questo non c’è dubbio. Ha scommesso su di lui, elevandolo a sostituto del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton quando quest’ultimo passa in Ferrari, nel 2025. Essere scelti come eredi di Hamilton, soprattutto in Mercedes, non è cosa da poco. È un po’ come sostituire Messi al Barcellona, e ci perdonerete il paragone calcistico. Il primo anno, in effetti, non è dei migliori. La vettura non è certamente competitiva per il mondiale. Parte bene, Antonelli, ma poi fatica oltremodo nella parte centrale, prima di riprendersi sul finale di campionato. Stagione discreta, ma non eccezionale. Dopotutto, è solo un esordiente. E ha solo diciott’anni.

Ascesa e record di Kimi Antonelli

Il 2026, però, è un’altra cosa. Nuove regole, nuova Mercedes. Un’astronave che punta dritta al mondiale piloti e costruttori. Nella prima gara, George Russell è superiore, poco da dire. A Melbourne domina l’inglese, Kimi è secondo. In Cina, cambia la musica. E cambia radicalmente. Il pilota italiano vola, imprendibile, sull’asfalto di Shanghai. Il più giovane di sempre a ottenere la pole position, a 19 anni, 6 mesi e 17 giorni. Il secondo più giovane a vincere una gara (dopo Verstappen e prima di Vettel, Leclerc e Alonso). Tre su quattro sono pluricampioni mondiali.

Unico pilota italiano, oltre ad Alberto Ascari nel 1953, a conseguire pole, gara e giro veloce. E primo italiano a vincere dopo Giancarlo Fisichella, che trionfò in Malesia nel 2006. Sì, sono dati e numeri che fanno ben sperare.

Il legame con Ayrton Senna

Ah, una curiosità. Non solo si sente a suo agio sul bagnato come Senna, ma ha scelto il numero 12 proprio in suo onore. Fin dai tempi della Formula 4 e della Formula Regional. Ayrton, musa ispiratrice di Antonelli, con il quale Kimi condivide lo spirito combattivo e di cui cerca di emulare velocità e precisione tecnica. Purtroppo non corre con la Ferrari (almeno per il momento, mai dire mai). Eppure, sulla Freccia d’Argento della Mercedes c’è tanto della «Freccia Tricolore» che arde nel cuore di Antonelli, speranza del presente e del futuro dello sport italiano e mondiale.

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