Home » Attualità » Sport » Il Milan rifiuta la chiamata scudetto: sconfitta con la Lazio e l’Inter vola

Il Milan rifiuta la chiamata scudetto: sconfitta con la Lazio e l’Inter vola

Il Milan rifiuta la chiamata scudetto: sconfitta con la Lazio e l’Inter vola

Rossoneri battuti all’Olimpico, fine del sogno di riaprire la volata per il titolo. Allegri paga i limiti di una squadra con troppi buchi in rosa e con Leao che, un anno dopo il cooling break, è tornato a far parlare di sè.

La finestra scudetto per il Milan è rimasta aperta solo trenta ore. Leao e compagni hanno restituito al mittente il gentile omaggio recapitato da San Siro e da un’Inter in difficoltà fisica perdendo contro la Lazio la terza partita del campionato e tornando a casa con un distacco (8 punti) pesante e, forse, definitivo. Sarà stato l’effetto pubblico presente, che ha spinto i biancocelesti a dare il massimo. O, forse, avrà inciso la pressione di non poter sbagliare per non dilapidare l’opportunità di dare un senso diverso alla stagione. Qualunque sia la ragione, il Milan ha mancato l’appuntamento gettando al vento un’occasione d’oro.

E’ stato il peggior Milan della stagione, soprattutto nel primo tempo. Della capacità di stare in equilibrio su cui la squadra di Allegri ha costruito la seconda posizione in classifica non si è visto nulla. Rossoneri scoperti alle ripartenze della Lazio di Sarri che ha santificato la domenica con i tifosi all’Olimpico con una prestazione monstre, quello che serviva per alimentare il rimpianto per un’annata buttata via tra scelte di mercato e contestazioni.

Il Milan rifiuta la chiamata scudetto: sconfitta con la Lazio e l’Inter vola

Il simbolo della notte in cui il Milan ha abdicato alle residue speranze scudetto porta il nome di Pervis Estupinian, l’eroe del derby solo una settimana fa e peggiore in campo non solo per la scivolata con cui ha spalancato la porta alla rete vittoria di Isaksen. Non è stato l’unico, però. La sceneggiata di Leao al momento del cambio, dopo un’ora abbondante di controprestazione, ha riportato le lancette dell’orologio milanista indietro nel tempo, al cooling break che aveva squarciato il velo sulle spaccature dello spogliatoio di Fonseca.

Gioco, partita, incontro. E’ sorprendente che il Milan abbia perso in un colpo solo tutte le certezze su cui ha costruito la stagione nella serata più importante, mentre non sorprendono i limiti di una squadra che continua ad avere enormi buchi qualitativi in campo. Da mesi soffre gli avversari che attendono e ripartono e Sarri ha proposto un piano partita costruito proprio sulle brucianti ripartenze dei suoi velocisti. Da mesi manca un riferimento offensivo di peso e le difficoltà di Leao (infantile la reazione al cambio) e Pulisic (non segna dal 28 dicembre) sono una zavorra da cui è impossibile liberarsi.

L’Inter ringrazia e può allentare la tensione dopo aver vissuto un week end sull’orlo di una crisi di nervi, soffocata dal sospetto di essere vittima di un accerchiamento arbitrale. Ultimo pensiero sulla Lazio: Lotito rifletta seriamente sul suo rapporto con il popolo laziale perché disperdere il patrimonio di passione ed amore che ha animato l’Olimpico nell’ultima esibizione in presenza della stagione è un peccato mortale per chiunque. Anche per lui.

© Riproduzione Riservata