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Guardiola o Mancini? No. Nella corsa alla nazionale ora il favorito è la scommessa Pirlo

Guardiola o Mancini? No. Nella corsa alla nazionale ora il favorito è la scommessa Pirlo
Andrea Pirlo (Getty Images)

La clamorosa svolta nella scelta del prossimo commissario tecnico: dopo settimane di rumors potrebbe spuntarla l’ex rossonero e bianconero, con un curriculum non paragonabile alle altre ipotesi.

Mesi a discutere di Antonio Conte o Roberto Mancini, con sullo sfondo la suggestione di Pep Guardiola per il quale è stata spesa almeno una telefonata cercando di capire l’interesse eventuale e la fattibilità (tutta da dimostrare) del progetto. Ora che si arriva al momento della verità, però, verso la panchina della nuova Italia che dovrà ricostruire il rapporto tra i colori azzurri e il Mondiale che manca dal 2014 corre veloce l’outisder meno atteso: Andrea Pirlo.

E’ il nome portato da Paolo Maldini e Leonardo, le figure che il presidente della Figc Giovanni Malagò ha scelto per affidare loro la parte tecnica della federazione partendo proprio dalla nazionale maggiore. Un nome a sorpresa, ma del resto anche il coinvolgimento di Leonardo in qualità di advisor è stata una scoperta per tutti nel momento dell’annuncio. Dunque, inutile immaginare che non possa esserci uno scenario simile anche nella chiamata del commissario tecnico della ricostruzione.

Pirlo eroe del 2006 (ma anche Gattuso lo era)

Pirlo, uno degli eroi del Mondiale 2006 (ma anche Gattuso lo era e non è andata benissimo) e con una carriera breve e non straordinaria da allenatore di club anche se recentemente ha rivendicato di aver sempre raggiunto gli obiettivi dati dalle società per cui ha lavorato. Già Andrea Agnelli si era innamorato dell’idea e aveva scommesso su di lui nell’estate del 2021, uscendo dal rapporto mai nato con Maurizio Sarri, venendone ripagato da due trofei (Coppa Italia e Supercoppa Italiana), ma anche dalla sensazione che l’ex fuoriclasse del centrocampo non fosse l’uomo giusto al posto giusto.

Poi, in Italia, l’avventura alla Sampdoria in Serie B conclusa con l’esonero all’avvio della seconda stagione e adesso Dubai dove ha conquistato la promozione nella massima divisione con lo United FC. Vincolato da un contratto fino al 2027 che sarebbe, ovviamente, l’ultimo dei problemi visto che Pirlo correrebbe a piedi a Coverciano per mettersi a disposizione dell’Italia.

Maldini lo voleva già al Milan alla fine del ciclo di Stefano Pioli, poi confermato nell’ultimo anno con il licenziamento del dirigente. Insieme hanno giocato una vita, in azzurro e con il Milan conquistando due volte la Champions League: mente e braccio in campo, ma dalla panchina non ci sono certezze.

La scommessa di un tecnico senza curriculum

Il problema, però, è tutto qui. Si tratta di una scommessa e di un delta troppo ampio tra il suo profilo e quello di Guardiola – ma anche Conte e Mancini hanno curriculum nemmeno comparabili – per non destare preoccupazioni. L’Italia non ha tempo di sbagliare un’altra volta e, se è vero che l’obiettivo di Malagò è puntato sul Mondiale 2030, in mezzo c’è un Europeo che non si può considerare solo territorio di esperimenti.

Anche la Nations League che scatta a settembre contro Belgio, Turchia e Francia per essere sinceri va trattata con grande attenzione per evitare disastri nel ranking Fifa. Gli azzurri senza Mondiale sono scivolati al 15° posto, peggiore performance dal 2019, e se dovessero andare ancora più indietro rischierebbero di ritrovarsi gironi di qualificazione da bollino rosso con tutto quello che consegue.

Insomma, piena fiducia in Maldini e Leonardo ma un brivido attraversa la schiena pensando che l’uomo della ripartenza sia Pirlo. Malagò continua a pensare a Mancini su cui pesa il niet della Serie A (che spinge per Conte ed è disponibile anche a metterci soldi per pagarne l’ingaggio). E’ il primo braccio di ferro della nuova era, sarà una cartina tornasole importante per comprendere il funzionamento del Club Italia da qui in poi. Il calcio italiano è all’ultimissima chiamata (le spiagge sono finite da un po’): guai a sbagliare persone.

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