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Goggia, trionfo e coppa di superG “Questa vittoria è una liberazione”

Goggia, trionfo e coppa di superG “Questa vittoria è una liberazione”

Sofia vince l’ultima gara di coppa del Mondo a Kvitfjell e si aggiudica la coppa di specialità. Per la bergamasca è la quinta coppa dopo le quattro vinte in discesa

Dopo Laura Pirovano ecco Sofia Goggia. Lo sci azzurro al femminile continua a regalarci gioie e coppe del mondo di specialità. Con una grande prestazione  sull’Olympiabakken di Kvitfjell ritrova la sua versione migliore, con qualche imperfezione ma anche con una velocità che nessuno riesce ad avvicinare. Sofia vince davanti a Corinne Suter e a Kira Weidle. E’ il terzo successo stagionale dopo i centri di Val d’Isere e Soldeu vale di più, basta vedere le lacrime di Sofi sul traguardo, o quando Alice Robinson, l’unica che poteva strapparle il trofeo, finirle alle spalle. “Quando sei in corsa per la Coppa e riesci anche a vincere la soddisfazione è tanta” dice Sofia, che raccoglie il 29° successo in Coppa del Mondo. “Sono molto felice, ma anche molto provata. Non è stata una stagione semplice per me. Ci sono state 3 vittorie, il bronzo in discesa, 7 podi, ma è mancata la costanza, soprattutto in discesa. È stata la prima volta e non è stato facile. Ho avuto paura di non farcela, ma questa coppa mi rende una velocista completa””.

Le pressioni e la paura

 “Ho avuto dei momenti di forte pressione in questi giorni – ha detto Sofia Goggia ai microfoni Rai-, soprattutto nella mia testa. E ho avuto anche paura di non farcela, magari per un errore o un’uscita. Al cancelletto però ho respirato e ho pensato a tutto ciò che di bello sono in grado di fare. Quando ho tagliato il traguardo e ho visto la luce verde per 6 decimi ho pensato che non sarebbero state molte le atlete in grado di passarmi davanti. La stagione non è stata all’altezza delle aspettative, soprattutto in discesa. Adesso però ho questa Coppa di superG che metterò a fianco alle quattro di discesa e per una velocista che vuole essere completa era molto importante conquistarla. Quando riesci ad aggiudicarti il trofeo e vinci anche la gara è positivo. Non è stato facile il weekend di Val di Fassa: arrivavo dalle Olimpiadi e avevo 84 punti di vantaggio sulla Robinson. La mia aspettativa era quella di fare punti e arrivare in Norvegia avendo già conquistato la mia coppa. Ma io in quel weekend non riuscivo a stare in piedi, non riuscivo a sciare in nessun modo. Da allora ci sono state altre due settimane di sofferenza, e di grandi tensioni che mi hanno spossato e sono state davvero pesanti per la mia testa. La particolarità del superG è che si tratta di una disciplina molto diversa dalla discesa, che si prepara giorno dopo giorno. Qui il bello è che si tratta di un mix di tecnica, strategia, istinto: è una disciplina molto complessa e molto intensa. Sono molto felice, ma sono anche molto provata. Non è stata una stagione semplice. Quando senti che il tuo livello di sci è molto alto, ma non riesci a raggiungere risultati che vanno al di là del mediocre diventa tutto complicato. Ci sono stati dei picchi in alto, ma è stata una stagione incostante. Questa Coppa però rende felice”.

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