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Figc, altro caos: Diana Bianchedi lascia dopo le parole del ministro Abodi

Figc, altro caos: Diana Bianchedi lascia dopo le parole del ministro Abodi
Diana Bianchedi (Getty Images)

Passo indietro della fresca capo delegazione della nazionale, risentita per le parole del ministro. Per Malagò un altro pezzo della sua federazione che se ne va dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo.

Un problema dopo l’altro, una fibrillazione continua. Mentre attorno alla posizione di Giovanni Malagò si sta combattendo l’ultima battaglia, con il commissariamento della Figc ormai all’orizzonte e il preannuncio di una serie di ricorsi da parte del diretto interessato, una delle sue scelte più discusse ha deciso di fare un passo indietro. Diana Bianchedi, nominata a sorpresa capo delegazione della nazionale nello scorso mese di agosto e in attesa di verdetto da parte dell’Anac a proposito della presunta incompatibilità con il ruolo nella Giunta esecutiva del Coni, si è dimessa.

L’ex schermitrice, dirigente sportiva esperta, lo ha fatto denunciando l’attacco subito dal ministro per lo Sport, Andrea Abodi che a proposito della sua posizione negativa riguardo al commissariamento della Federpesi, aveva puntualizzato allargando il discorso anche all’altro vicepresidente Di Paola: “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta. Quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario”. Per poi concludere: “Sono scelte che faranno al loro interno, ma normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione”.

Diana Bianchedi ha letto le parole di Abodi come un attacco personale e dopo poche ore ha comunicato il suo passo indietro: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”.

Malagò perde un altro pezzo della casa che aveva faticosamente costruito nei primi due mesi di mandato. L’ex numero uno del Coni aveva già incassato le dimissioni di Maldini e Leonardo dopo la bocciatura della candidatura di Pirlo come ct in alternativa a Guardiola. Ora la scelta di Bianchedi che rimane, però, all’interno della Giunta del Coni e che ora potrà esprimere un proprio voto quando il presidente Buonfiglio chiamerà a decidere sulla decadenza di Malagò e sul commissariamento della Figc.

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