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FIA World Endurance Championship 2026: ecco tutto quello che offre tra concerti, piloti e fan zone

FIA World Endurance Championship 2026: ecco tutto quello che offre tra concerti, piloti e fan zone

Non solo gara: la FIA World Endurance Championship 2026 porta a Imola musica, incontri e intrattenimento per tutte le età

Il conto alla rovescia è scattato. Manca meno di un mese al grande ritorno del FIA World Endurance Championship 2026 a Imola. In scena dal 17 al 19 aprile, la 6 Ore promette molto più di un evento sportivo. «La gara, unica tappa italiana del mondiale endurance, sarà una Fan City Experience all’insegna del made in Italy» annuncia con entusiasmo il sindaco Marco Panieri. «Un unicum nel calendario WEC – gli fa eco il direttore generale dell’Autodromo Pietro Benvenuti – perché qui l’evento non si esaurisce in pista, ma si estende alle piazze, alle vie, ai parchi dell’intera città». Tanto che non esiste occasione migliore per scoprire Imola.

FIA World Endurance Championship 2026: ecco tutto quello che offre tra concerti, piloti e fan zone
FIA World Endurance Championship

Come si svolge l’evento

Nei giorni della manifestazione, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si concentra l’essenza della gara: adrenalina pura, strategie al limite, il rombo delle Hypercar che attraversa l’aria come una scarica. Ma è appena oltre i cancelli che questa energia trova la sua forma più originale. La regina della Motor Valley si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove tutto concorre a costruire un’esperienza diffusa, dinamica, sorprendentemente accessibile. A confermarlo, il programma di eventi creato per l’occasione: concerti – come quello di sabato sera del DJ Martin Solveig – incontri ravvicinati con i piloti, tra autografi e selfie, fan zone con simulatori per sentirsi campioni al volante anche solo per qualche minuto, aree dedicate ai più piccoli, installazioni e performance che accendono piazze e vie. Ma anche visite, tour guidati, degustazioni a cavallo tra cultura ed enogastronomia.

Pensato per un pubblico trasversale, il palinsesto mira a coinvolgere e mescolare tifosi, appassionati, curiosi e viaggiatori di ogni età e provenienza. E così, seguendo il filo invisibile che unisce paddock e centro storico, separati da appena 700 metri di distanza, si entra in un’altra dimensione. Con il rombo dei motori a far da colonna sonora, Imola si svela come museo a cielo aperto e regno dell’ospitalità genuina, che sorprende senza ostentare.

Cosa vale la pena di visitare a Imola

Tra le botteghe artigiane e le pasticcerie della tradizione, si respira tutta l’essenza dell’accoglienza romagnola, fatta di semplicità e calore, capace di mettere a proprio agio anche nel pieno di un grande evento internazionale. E si passeggia alla scoperta dei monumenti e dei palazzi storici sparsi per il centro. La Rocca Sforzesca si staglia solida e silenziosa, il Palazzo Tozzoni racconta storie intime e aristocratiche, mentre le strade invitano a perdersi tra portici, vetrine e scorci discreti. Il ritmo cambia, ma non l’intensità. Perché anche fuori dalla pista e lontano dalle tribune, Imola sa essere travolgente: nei sorrisi, nell’accoglienza spontanea, nei profumi che escono da forni e cucine. Una piadina calda tra le mani, un piatto fumante di tortellini al ragù o di squacquerone cremoso in tavola diventano parte del racconto, pause gourmand a due passi dal circuito, prima di tornare a inseguire il suono dei motori.

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