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De Chiesa: “Goggia e Paris da oro Vincere un’Olimpiade è un sogno”

De Chiesa: “Goggia e Paris da oro Vincere un’Olimpiade è un sogno”

A un mese dal via di Milano-Cortina 2026 i pronostici e le sensazioni dell’ex sciatore della Valanga Azzurra oggi opioninista Rai che è in edicola con il libro”Ho sfiorato il cielo”

A un mese dal via dell’Olimpiade Milano-Cortina Paolo De Chiesa, uno degli sciatori che ha alimentato la leggenda della “Valanga Azzurra” ha presentato a Cortina il suo libro: “Ho sfiorato il cielo” scritto con Sergio Barducci, un momento drammatico della sua vita che Paolo aveva sempre preferito restasse privato e che ora, alle soglie dei 70 anni (li compirà il 14 marzo) ha deciso invece di rendere pubblico.

De Chiesa, le hanno sparato in faccia e ha rischiato di morire, ha tenuto quel segreto per sè per tanti anni poi ha deciso di raccontarlo nel film “La Valanga Azzurra” di Giovanni Veonesi e poi il libro.

“E’ stato il momento più difficile della mia vita, ho deciso di raccontarlo adesso perchè ho quasi 70 anni e sono passati tanti anni. Ci ho messo un po’ a convincermi, mi avevano proposto tante volte di fare un libro sulla mia carriera ma non era il momento. Adesso invece si. Eravamo a cena con amici, a un certo punto qualcuno tirò fuori una pistola e la mia fidanzata di allora sparò un colpo che mi colpì. Mi salvai per miracolo, ma non dissi niente, non denunciai nessuno, ma nessuno mi ha mai chiesto scusa per quell’episodio. Mentre ero in ospedale e poi nei mesi successivi avevo in testa una sola cosa: tornare a essere forte come prima”.

Lei non ha mai vinto una gara di coppa del Mondo eppure è considerato uno degli eroi di quella squadra fantastica.

“I campioni veri erano Gustavo Thoeni e Pierino Gros, io nelle giovanili ho vinto molte gare ma poi in coppa del Mondo gareggiavo contro dei fenomeni, non solo quelli della mia squadra. Un giorno venne da noi Mario Cotelli e ci disse: ragazzi abbiamo un problema, ho visto sciare uno svedese che quando scia non sposta la neve”. Parlava di Ingmar Stenmark”.

Quello che gli negò la vittoria sulla 3Tre di Madonna di Campiglio.

“Già, quella è una data storica per lo sci, la prima di 85 vittorie di coppa del mondo di Ingmar con il quale è rimasto un rapporto di grande amicizia. Lui compie gli anni il 18 marzo, pochi giorni dopo di me. E ogni anno mi manda gli auguri con la foto del podio di Campiglio del 17 dicembre 1974”.

E sempre a Campiglio nel 1981 ancora sul podio con Stenmark e Phil Mahre,

“Era la gara nella quale tornavo in pista dopo l’incidente. Fu un momento speciale, per me fu come vincere un’Olimpiade perchè avevo trovato dentro di me la forza di rialzarmi e ricominciare la mia vita. Come ho fatto? Non lo so. Me lo sono chiesto tante volte ma non sono mai riuscito a capire davvero cosa è scattato dentro di me. Di sicuro c’è stata tanta sofferenza in quegli anni”.

La Valanga Azzurra ha reso popolare lo sci.

“Si, lo ha trasformato da sport d’elite a sport popolare, tutti gli italiani si sono innamorati dello sci e hanno iniziato a provarlo. Alle nostre gare c’erano migliaia di persone e gli ascolti in televisione erano clamorosi, non è un’esagerazione dire che si fermava l’Italia intera. E qualche anno dopo arrivò Alberto Tomba, che per me è stato come un fratellino perchè ha iniziato nell’ultimo anno della mia carriera”.

Veniamo all’Olimpiade, cosa rappresenta per un’atleta?

“Il sogno di un’atleta, non c’è niente come vincere un’Olimpiade, per questo io dico sempre che la più grande di tutte è stata Deborah Compagnoni, perchè ha vinto 3 ori e un argento alle Olimpiadi. E’ un impresa incredibile che dimostra la grandezza di questa atleta”.

Lei era nel comitato organizzatore di Torino 2006, adesso commenterà Milano-Cortina 2026 per la Rai. Che differenze vede?

“Torino fu un grande successo e sono sicuro che lo stesso sarà Milano-Cortina. Non fate caso alle polemiche sui ritardi dei lavori per gli impianti, succede sempre. Ma poi iniziano le gare e tutto il mondo avrà gli occhi sull’Italia, tutti scopriranno le nostre bellezze. Mi piace che le bellezze dell’Italia vengano valorizzate ancora di più. Sono favorevole a questa nuova formula, il futuro sarà l’Olimpiade condivisa come Milano-Cortina”.

Chi può regalarci l’oro?

“Credo che saranno le Olimpiadi della Goggia. Sofia ha grandi possibilità di vincere nella libera e in SuperG. Conosce benissimo la pista dell’Olympia delle Tofane (dove De Chiesa ha sciato ieri) e ha vinto tante volte. Sofia si sta preperando molto bene, nell’anno dell’Olimpiade tutto viene fatto in vista di quel giorno, anche la coppa del MOndo passa in seconda piano. Sono sole tappe di avvicinamento al grande evento”.

Lindsay Vonn è l’antagonista numero uno?

“Che fenomeno la Vonn. Tornare ai massimi livelli dopo 5 anni di stop e un’operazione al ginocchio è qualcosa di incredibile. Ma parliamo di una fuoriclasse assoluta, ha già fatto vedere che pensa all’oro di Cortina, sarà una gara bellissima”.

E Federica Brignone?

“Ha vissuto un 2025 fantastico, ma l’incidente è molto grave e non credo che sarebbe in pista se non ci fosse l’Olimpiade. Dalla sua voglia di esserci si capisce quanto conta per un’atleta l’Olimpiade, sta forzando i tempi e sono molto curioso di vedere in che condizioni sarà”.

Dai maschi che dobbiamo aspettarci?

“Purtroppo negli ultimi anni non sono arrivati grandi risultati dagli uomini, ma Paris conosce alla perfezione la pista di Bormio, ha vinto sei volte in discesa e una in superG. Può essere la sua Olimpiade e sarebbe il coronamento di una grande carriera. E poi c’è Vinatzer, all’Olimpiade c’è sempre una sorpresa e magari potrebbe essere lui”.

De Chiesa: “Goggia e Paris da oro Vincere un’Olimpiade è un sogno”
Paolo De Chiesa, ex sciatore e oggi opinionista Rai, compirà 70 anni il prossimo 14 marzo
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