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Addio ex Italcementi: Monselice riparte con un maxi progetto di rigenerazione urbana

Addio ex Italcementi: Monselice riparte con un maxi progetto di rigenerazione urbana

Demolizione imminente dell’ex cementificio e maxi progetto tra energia, lavoro e sviluppo: ecco come cambia il volto dei Colli Euganei con il più grande cantiere del Veneto.

A Monselice parte ufficialmente il più grande intervento di rigenerazione urbana sostenibile attualmente in corso in Veneto. Dopo anni di attesa prende forma il progetto di trasformazione dell’area dell’ex cementificio Italcementi, chiuso dal 2015, e dell’annessa ex cava del Monte Fiorin: un’operazione che riguarda complessivamente 66 ettari e punta a ridisegnare uno dei più importanti siti industriali dismessi del territorio.

Il cantiere è stato presentato ufficialmente il 28 febbraio alla presenza del vicesindaco di Monselice Stefano Peraro, della consigliera regionale ed ex sindaco Giorgia Bedin, del presidente del Parco regionale dei Colli Euganei Alessandro Frizzarin, del presidente di Vitali Spa Massimo Vitali (nella foto in alto) e dell’amministratore di Roncello Capital Antonio Sala.

Le prime attività sono già iniziate: si tratta delle operazioni preliminari di sistemazione e pulizia dell’area, passaggio necessario prima della demolizione delle strutture industriali esistenti.

Un intervento “brownfield” senza consumo di nuovo suolo

Il progetto si configura come intervento di rigenerazione brownfield, quindi senza nuovo consumo di suolo. La trasformazione interesserà due aree distinte.

Nella porzione nord verranno demoliti gli edifici della ex cementeria per fare spazio a nuovi insediamenti tecnologici, spazi verdi e una riorganizzazione degli accessi. Nella porzione sud, corrispondente all’ex cava del Monte Fiorin, è prevista una riqualificazione ambientale con rimodellazione del terreno.

Proprio nell’area della cava sorgerà anche un parco fotovoltaico, progettato in modo da risultare sostanzialmente invisibile dal punto di vista paesaggistico grazie alla morfologia del sito e alle fasce boscate perimetrali. L’obiettivo è contribuire alla transizione energetica del territorio.

Partnership pubblico-privata e opere per la comunità

La rigenerazione nasce da un accordo tra il Comune di Monselice e la società Roncello Capital di Peschiera Borromeo. L’intesa prevede anche importanti ricadute pubbliche.

Tra queste, la cessione al Comune di un’area di 15.000 metri quadrati destinata a nuovi impianti sportivi e la realizzazione di un collegamento viario tra la bretella Italcementi e la Strada regionale 10, infrastruttura strategica per la mobilità locale, attraverso il completamento del tratto fino al sottopasso di via Moralediemo.

Cosa sorgerà nell’area ex Italcementi

Il piano prevede:

– un parco fotovoltaico di circa 24 ettari per la produzione di energia rinnovabile;
– nuovi impianti sportivi vicino al campo di Marendole;
– la riconversione di circa 20 ettari dell’ex stabilimento in area produttiva con tecniche costruttive a basso impatto ambientale;
– la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di una pista ciclabile lungo tutto il comparto;
– il collegamento stradale fino all’ospedale di Schiavonia.

Peraro: «La demolizione ha le ore contate»

«Dalle parole ai fatti, la rigenerazione dell’area dell’ex Italcementi è ormai realtà. La demolizione della cementeria ha le ore contate e finalmente da qualsiasi parte del territorio dei Colli Euganei non si vedrà più la sua sagoma imponente. La riqualificazione, paesaggistica e ambientale dell’area è un’operazione che guarda al futuro, ovvero alla creazione di valore e di posti di lavoro per il territorio, alla sostenibilità, attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, alla qualità della vita attraverso la realizzazione di nuovi impianti sportivi e di piste ciclabili. Fin dall’inizio si è instaurata una grande intesa fra amministrazione comunale e Roncello Capital. Ore di riunioni, decine di incontri e confronti per dare concretezza a forma al più grande intervento di rigenerazione urbana sostenibile del nostro territorio.»

Bedin: «Un evento storico per la città»

«Per Monselice e per i monselicensi è un evento storico, unico. Siamo nati e cresciuti con la cementeria in funzione e poi chiusa definitivamente dal 2015. Fra poco non ci sarà più. Era un punto qualificante del mio programma elettorale da sindaco che oggi si concretizza, nonostante nessuno lo credesse possibile tranne la sottoscritta e l’assessore Peraro. Abbiamo dimostrato che la rigenerazione non è solo una bella parola, ma una realtà a Monselice, considerati i tanti interventi messi in atto nel mio mandato. Monselice cresce, si trasforma, diventa una città sostenibile.»

Vitali: «Un modello replicabile»

«La sfida di questo progetto è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro. Si tratta di un modello replicabile, capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere. L’intervento porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali.»

Sala: «Un progetto radicato nel territorio»

«Il nostro impegno a investire nel recupero e nella rigenerazione urbana dell’area dell’ex cementeria trae origine dalla concreta disponibilità delle istituzioni e, in particolare dell’Amministrazione di Monselice, che ha scelto di sostenere e accompagnare con convinzione, responsabilità e visione strategica questo percorso di trasformazione. Quando il dialogo tra pubblico e privato si fonda su serietà, coerenza e condivisione degli obiettivi, l’assunzione di responsabilità da parte degli investitori si rafforza in modo naturale, orientandosi non soltanto alla valorizzazione delle opportunità immediate, ma anche alla costruzione di una prospettiva di sviluppo solida e duratura. La nostra ambizione è dare vita a un progetto organico e profondamente radicato nel territorio, capace di integrarsi armonicamente con il tessuto economico e imprenditoriale locale, generando ricadute positive e misurabili sotto il profilo sociale, occupazionale e ambientale. Intendiamo restituire valore e funziona a un’area che da troppo tempo versa in una condizione di abbandono, trasformandola in un elemento propulsivo di crescita, innovazione e rinnovata identità urbana.»

Il progetto e la tutela dei Colli Euganei

«Si tratta senza dubbio di un intervento importante, che si inserisce pienamente negli obiettivi delineati dall’articolo 36 del Piano Ambientale e nel percorso di candidatura dei Colli Euganei a Riserva della Biosfera nell’ambito del programma MAB UNESCO. La rigenerazione del sito risponde al principio fondante dell’Ente: tutelare e valorizzare i caratteri naturalistici, storici e ambientali del territorio dei Colli Euganei. Accogliamo pertanto con favore l’opportunità di recuperare quest’area, che si trova a breve distanza da luoghi di straordinario interesse storico e paesaggistico, come la Rocca di Monselice e Arquà Petrarca. È fondamentale che questo percorso sia stato avviato e che venga portato a compimento con determinazione, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.»

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