Meglio di così non poteva andare. Una notte da sogno per presentarsi all’Europa dei grandi, Lipsia travolto e primi tre punti conquistati sulla difficile strada che deve portare la squadra di Cesc Fabregas oltre la fase a girone. Se le premesse sono quelle della sfida con i tedeschi, molto più esperti in tema di frequentazione della Champions League ma spazzati via dalla furia lariana, l’impresa di atterrare a primavera ancora in corsa è possibile. Non solo utopia.
Al Sinigallia è andata in scena una sinfonia comasca, direttore d’orchestra Fabregas. Più che la qualità del gioco, altissima, e dell’intensità della prestazione fisica, ormai un marchio di fabbrica, sorprende l’assoluta assenza di emozione e timidezza pur saliti su un palcoscenico mai frequentato prima. Il Como ha disposto del Lipsia come e quando ha desiderato, accelerando e controllando alternativamente lasciando pochissimo spazio ai tedeschi.
Se per due anni l’uomo copertina è stato Nico Paz, peraltro ancora eccellente, ora a prendersi la scena del Como è Martin Baturina. Lo aveva già fatto in campionato, ma il primo tempo con il Lipsia è stato da campione assoluto: suo il vantaggio e poi l’assist chirurgico e visionario per il raddoppio di Douvikas. Diao e Perrone gli altri marcatori con in mezzo il gol di Maksimovic che ha approfittato di uno dei rarissimi errori di una difesa abituata a concedere poco e che anche in Champions League non ha perso la buona abitudine.
Moderno, difficile da leggere, sfrontato e perfetto nei suoi meccanismi: il gioco di Fabregas si è presentato così nel torneo dei tornei a da questo poker al debutto con il Lipsia nulla potrà più essere come prima. Se qualcuno in giro per l’Europa non lo aveva capito, il Como è una cosa maledettamente seria, un osso durissimo per chiunque a partire da Psg e Barcellona che sono sul cammino dei lariani.
Se è vero che per spuntare la qualificazione almeno ai playoff servono 8-9 punti, la vittoria del Sinigallia avvicina il traguardo. L’urna di Montecarlo non è stata benevola con il Como, ma la risposta è stata da grandissima squadra. Nota a margine: la prima settimana della Champions League ha regalato alla Serie A un’unica vittoria, dell’ultima arrivata, ma è bene non eccedere nel pessimismo perché anche nella prestazione dell’Inter al Bernabeu e nel primo tempo della Roma a Istanbul si sono visti i semi di un lavoro interessante.
