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Champions League, la notte horror per Juventus e Atalanta

Champions League, la notte horror per Juventus e Atalanta

Italiane travolte a Istanbul e Dortmund, la Serie A rischia di perdere gran parte del contingente in Champions League. Contro Galatasaray (Juventus) e Borussia (Atalanta) serviranno due imprese.

Una doccia scozzese utile per svegliare il calcio italiano. Juventus e Atalanta appese a un filo sottile, più fuori che dentro dai playoff della Champions League dopo aver preso schiaffi a Istanbul e Dortmund. Ci eravamo avvicinati pieni di speranze agli spareggi di febbraio, convinti di esserci finiti anche un po’ per sfortuna e dimentichi di quanto accaduto un anno fa con il tre su tre (eliminazioni) che aveva lasciato la sola Inter in corsa fino alla disgraziata finale di Monaco.

Allarme rosso, emergenza totale. Spalletti e Palladino dovranno confezionare due imprese tra una settimana per ribaltare il verdetto contro Galatasaray e Borussia Dortmund e soprattutto quella della Juventus assomiglia più a un miracolo che a qualcosa di calcisticamente programmabile. Istanbul si è confermata maledetta per i bianconeri, questa volta senza l’alibi della neve e del campo disastrato.

Il crollo nella ripresa è stato totale, fisico e tecnico. La Juventus è progressivamente collassata cedendo alla pressione dei turchi, penalizzata dall’espulsione di Cabal che non può essere però la spiegazione di quanto accaduto. Della squadra fiera e mai doma di San Siro non c’è stata traccia, è tornata quella un po’ tremebonda dei primi tempi dopo la cacciata di Tudor come se in una notte possa essere evaporata l’identità faticosamente costruita in tre mesi di lavoro.

Spalletti parla di decisioni forti da prendere, scelte pesanti con nel mirino chi non è stato all’altezza del compito: con alle viste la sfida con il Como, snodo fondamentale nella rincorsa al quarto posto, non è detto ci sia tempo per la rivoluzione ed è sorprendente che un gruppo che a Milano aveva mostrato enorme forza mentale si sia dissolto nella tana del Galatasaray. Il martedì è stato nero sotto tutti i punti di vista per la Vecchia Signora, costretta a fare i conti anche con la mano del Giudice sportivo che ha fermato Comolli (31 marzo) e Chiellini (27 febbraio) per la protesta sguaiata verso La Penna.

L’Atalanta, invece, non è andata oltre i propri limiti come richiedeva l’appuntamento in casa del Borussia Dortmund. Partenza choc, sofferenza sparsa a piene mani lungo tutta la partita e pochissimi lampi. Con questa intensità e qualità immaginare un copione differente a Bergamo tra una settimana è un atto di fede. Non altro.

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